IL VUOTO
- E la fiducia nella Vita -
Ho scritto molto sul tema del valore di se’. L’ho fatto in un momento della mia Vita in cui per scendere dalla Ruota del Criceto ho dovuto lasciare la presa su ciò che mi dava valore (vedi articolo IL VALORE).
Il lavoro, la professione, il denaro e la sicurezza economica. Scendere dalla Ruota del criceto è come fare un salto nel vuoto e nell’ignoto che fa tremendamente paura.
Significa perdere ogni certezza, o quasi, e sentirsi fragili, indifesi, impauriti e anche soli. Significa avere il coraggio di buttarsi nell’incertezza totale, senza sapere se ci sarà un sostegno. E’ come lanciarsi da un areo in volo per la prima volta con l’aggravante di non sapere se il paracadute ci sia e se si aprirà.
La libertà ha un prezzo, non ci viene regalata ne’ insegnata. Anzi. Ci viene raccontato di doverci proteggere, di dover stare al sicuro e così ci aggrappiamo a qualsiasi cosa ci faccia sentire al riparo e protetti. Questo genera ancora più ansia perché nulla ci fa sentire sicuri abbastanza e a fatica teniamo in piedi la nostra vita per mantenere quell’equilibrio fragile che abbiamo costruito pur di evitare di mollare la presa e arrivare al terrificante incontro con il VUOTO.
Quest’inverno, spesso di domenica, mi sono avventurata per Roma, senza una meta precisa e da sola. Passeggio e ogni volta scopro qualcosa di nuovo e di bello. Trascorro delle giornate meravigliose e ogni volta nuove.
Una mia amica vedendomi così felice delle mie domeniche a zonzo per Roma mi ha detto: “Vale vorrei farlo anche io ad andare da sola come te, ma non ci riesco…”
Io e il vuoto ormai siamo diventati amici. Non mi fa più paura e non lo sfuggo più. Anche di giorno nel mezzo del traffico di Roma, quando le persone corrono immerse nei loro pensieri e nel loro chiacchiericcio posso percepirlo. È un silenzio di fondo che pervade tutto, in primis l’anima mia.
Un silenzio vivo, che sembra osservarti e nel quale siamo tutti immersi senza rendercene conto.
Per riuscire a percepirlo devo essere in uno stato di ‘resa’, senza più oppormi a ciò che è, senza più giudicare o volere che sia diverso, senza voler più combattere o vincere. Ma poi che c’è da vincere?
La percezione con cui ho vissuto tutta la Vita è di essere stata sempre sotto attacco. Sono stata costantemente preoccupata.
Quando ero ragazza di non farcela nello studio, non superare un esame o di non essere troppo attraente, di venire rifiutata dai ragazzi, di non essere alta, carina o simpatica abbastanza. Quando poi mi sono laureata di non trovare lavoro, o di non guadagnare abbastanza per riuscire a mantenermi. Quando mi sono sposata di non riuscire ad avere un figlio e così… via dicendo, per tutta la vita ben sapendo che le preoccupazioni non finiscono mai.
Ora, quando percepisco il vuoto invece non ho più paura, non sono preoccupata ne’ agitata. Tutto diventa meno importante, e le cose piccole assumono un enorme valore.
Questa mattina ho incontrato un bambino, di un anno circa, che passeggiava mano nella mano con il suo papà, evidentemente stanco. All’improvviso si gira verso di me e con un gran sorriso mi mostra una margherita gialla che teneva in mano, come se fosse la cosa più importante e meravigliosa del mondo. Il suo tesoro di cui conosceva tutto il valore.
L’ho guardato e ho capito. In quella piccola margherita c’era l’Anima sua, ma anche la mia e quella del suo papà.
Come si può avere fiducia in se stessi, se non si ha fiducia della Vita? Se non crediamo di essere sostenuti nel momento in cui abbiamo bisogno? Se invece di lasciarci andare ci agitiamo e scalciamo cercando di controllare tutto, anche i comportamenti degli altri? Volendo sempre imporre la nostra volontà su tutto e tutti?
Io ho deciso di mollare la presa e di lasciarmi andare. Mi sto affidando sempre di più alla Vita. Nell’incertezza totale in cui vivo, sto imparando a dare il meglio di me e so che SOLO QUESTO CONTA.
Quando le cose non succedono come voglio io o nei tempi che voglio io, invece di innervosirmi, preoccuparmi o arrabbiarmi, mollo la presa e vedo che succede.
Quando sono in difficoltà mi apro, mostro la mia debolezza e con autenticità chiedo aiuto a chi può sostenermi.
Quando i soldi sul conto scarseggiano penso a cosa posso fare per servire al meglio i miei clienti, invece di fare i conti e pensare alle spese che arriveranno.
Quando nasce un problema non mi irrigidisco più ma lascio andare.
Il vuoto è diventato il mio rifugio. In pausa pranzo faccio delle meravigliose passeggiate da sola e guardo gli alberi, il sole, le nuvole e gli uccelli. Tutto sembra meno importante, meno grave, meno pericoloso.
Qualcuno mi dice di sognare a occhi aperti, credo invece il contrario. Il vuoto è reale e dentro c’è una gran pace, ma siamo così pieni di pensieri, di preoccupazioni, di relazioni tossiche e di cose inutili che ci circondano e che ci soffocano, che non lo sentiamo più.
VALERIA LEOPARDI
AUTORE:
Valeria Leopardi
Per molti anni ho lavorato nel settore della Finanza, Amministrazione e Controllo di Gestione in societa’ industriali e di servizio nel ruolo di Responsabile Amministrativo. Ero una professionista di successo, ma qualcosa in me non funzionava.
Fino a quando non ho fatto il salto e sono uscita dalla RUOTA DEL CRICETO.

2 Comments
tivogliobene
Ammiro te e chiunque riesca
a non percepire la sensazione
di “vuoto”.
Ammiro sempre di più le Persone
che incominciano a non chiamarlo
più “vuoto” ma, momento di Vita
o Nuova Occasione di Vita.
Quando Apri la tua porta per far
entrare anche soltanto le emozioni
di un bambino o di un adulto felice,
stai vivendo quello che già sei ma,
avevi dimenticato o messo da parte.
Il Percepire quello che ci accade,
ogni volta che “sentiamo” una
Emozione, o quando “guardiamo”
il mondo del quale tutti noi ne
facciamo parte, è Imparare a
Vivere, iniziare a dimenticare la
parola “vuoto”.