Luglio 2025

UN MONDO DI CONNESSIONI

UN MONDO DI CONNESSIONI – L’inizio del vero successo – Dopo un anno di riflessioni, di paure e considerazioni personali sono arrivata a fare quello che si chiama uno ‘switch‘. Tutta la mia Vita è stata incentrata sul business, il lavoro, la ricerca del denaro e del senso illusorio di sicurezza ad essi collegato. Tutte le mie insicurezze erano le stesse di chi come me corre nella Ruota del Criceto e di cui ho parlato nel precedente post LA RICERCA DEL SUCCESSO. Chi vive nell’illusione di doversi difendere, di dovere essere sempre performante di dovercela fare a tutti i costi per sopravvivere si indurisce e il Cuore si chiude in una morsa di paura terrificante che spinge a dover controllare tutto, se stessi e gli altri. Alla base di tutto questo c’è un senso di isolamento profondo e disconnessione da sé stessi e dagli altri. In realtà siamo tutti connessi e tutti condividiamo le stesse sorti, gli stessi problemi e abbiamo gli stessi bisogni, ma percepire veramente che e’ vero dobbiamo prima percorrere il cammino dell’eroe e attraverso le nostre piu’ grandi paure…nell’incontro con il VUOTO. Finalmente in un percorso fatto di salite e discese, cadute e rialzate,  ho iniziato ad aprirmi e fidarmi degli altri, a non competere più con loro per essere la prima e la migliore, per aver ragione e dare torto, per dimostrare di valere. Ho iniziato connettermi sinceramente con loro e a collegarli anche nella più grande arena competitiva (almeno per me) il business e negli affari. Sto scoprendo un modello lavorativo diverso, in cui io aiuto gli altri e gli altri aiutano me e chi non ne fa parte semplicemente non è pronto. Un modello in cui non devo fare tutto da sola e non devo più vincere, né dimostrare niente a nessuno. Un modello inclusivo che può nascere non dalla mente razionale, dai business plan o dalla pianificazione finanziaria ma solo ….dal Cuore. In questo anno ho incontrato tante persone che mi hanno sostenuto ed aiutato in questo percorso di uscita dalla Ruota del Criceto, e che ringrazio veramente in primis Michele e Claudia, e Lilly, Paola, Mimmo, Anna, Simona, Verdiana e Guido e tanti altri  amici che mi sono stati affianco, anche quando sono scivolata nei vecchi schemi, mi sono irrigidita e mi sono chiusa. Sto veramente iniziando a capire cosa intendeva Carlos Castaneda con la sua famosa frase: Questa strada ha un cuore? È l’unico interrogativo che conta. Se ce l’ha, è una buona strada. Se non ce l’ha, è da scartare”   Io sto scoprendo che l’unica strada del Cuore da percorrere è quella verso se stessi. L’amore e il perdono di se stessi sono le basi della nostra realizzazione, personale e lavorativa. BUONE VACANZE! VALERIA  Ci sentiamo a Settembre LASCIA UN COMMENTO Annulla risposta Connesso come VALERIA. Modifica il tuo profilo. Uscire? I campi obbligatori sono contrassegnati * Message* Avvertimi via email alla pubblicazione di un nuovo articolo. Δ Precedente AUTORE: Valeria Leopardi Per molti anni ho lavorato nel settore della Finanza, Amministrazione e Controllo di Gestione in societa’ industriali e di servizio nel ruolo di Responsabile Amministrativo. Ho collaborato con Fondi d’investimento operanti nel settore delle energie rinnovabili, web marketing e agroindustriali.   Da anni seguo percorsi di crescita personale e credo che integrare la propria crescita personale con la crescita imprenditoriale sia l’inizio del vero cammino verso il successo CONDIVIDI L’ARTICOLO SU :

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DOMENICO ASCIUTTO

DOMENICO ASCIUTTO – La storia di chi non si “vende” – Ho incontrato Domenico – per gli amici Mimmo – lo scorso giugno in Sicilia. Palermo è una città che pullula di Vita. Le vie brulicano di persone, ci sono mercati rionali in cui senti i venditori gridare per attrarre l’attenzione, banchi che strabordano di cibo, soprattutto pesce e dolci, una miriade di turisti, artisti di strada, le arancine ed i palermitani. La giornata era caldissima e dopo aver camminato parecchio sono arrivata in Piazza Marina dove ci sono degli enormi ficus centenari, che con la loro imponente ombra, riescono a rinfrescare quella zona. È li, in un angolo, che ho incontrato Mimmo. Era in piedi con il suo banco di prodotti artigianali, tutti creati da lui stesso. Mimmo ha un passato da odontotecnico e ha perso il lavoro dopo tanti anni di fatiche, a causa delle nuove tecnologie, che nel settore dentistico hanno sostituito il lavoro manuale con quello computerizzato. Nella sua professione Mimmo realizzava apparecchi odontotecnici, i famosi “ferretti” che si vedevano nella bocca dei bambini fino a pochi anni fa, ma che ora non si usano più perché sostituiti da modelli esteticamente meno invasivi. Mimmo mi ha raccontato di quanto fosse pressato al lavoro, delle giornate lavorative che iniziavano al mattino fino a tarda sera, della necessità di rispettare le scadenze e dello stress e della tensione in cui viveva. Nonostante tutto il suo impegno il laboratorio per cui lavorava ha terminato il rapporto con lui e Mimmo si è trovato a fare, suo malgrado, il ‘SALTO’ nel Vuoto. Quello che mi ha colpito di Mimmo è la leggerezza d’animo con cui racconta le sue vicende. È una persona serena che, nella morsa delle sue circostanze, non si adira né va controcorrente ma in maniera naturale si sta lasciando andare al flusso della Vita. Canta anche. In passato si esibiva nei locali di Palermo. Ora non più. Chiedendogli perché, mi ha risposto:  “Vedi Vale prima si cantava per il piacere di farlo e le persone arrivavano spontaneamente attratte dalla musica, ora mi chiedono -quante persone porti? – e a me non va più”. Anche il canto e’ stato mercificato e si canta per guadagnare e non per esprimere se stessi e per sentirsi vivi. Ma Mimmo non si arrende, ha un animo delicato. Realizza con le posate antiche, a cui nessuno presta più molta attenzione, dei bellissimi gioielli. Va in cerca delle posate, nelle case,  nelle soffitte e nelle cantine, dove giacciono abbandonate e senza valore, ma nelle mani di Mimmo splendono nuovamente e tornano ad avere Vita, importanza e a raccontare la loro storia. Sa tutto di loro, del periodo storico in cui furono forgiate, dei materiali e di chi le usava. Sono rimasta affascinata…Mimmo e’ una poesia così come sono le sue creazioni. Si dedica alla sua arte con tantissima cura. Ora è sereno, sta conoscendo tante nuove persone e sta coinvolgendo anche sua figlia nella sua nuova passione. È un esempio di chi con coraggio segue la Sua strada, nonostante tutte le difficoltà.  Non si vende e non si piega, ma si reinventa per rimanere vivo e non farsi spegnere da questo sistema ‘oppressivo’ che vuole fare di tutto una merce, anche del nostro Cuore. Grazie Mimmo VALERIA LEOPARDI © Vuelle – Tutti i diritti riservati GUARDA L’INTERVISTA LASCIA UN COMMENTO Annulla risposta Connesso come VALERIA. Modifica il tuo profilo. Uscire? I campi obbligatori sono contrassegnati * Message* Avvertimi via email alla pubblicazione di un nuovo articolo. Δ Precedente AUTORE: Valeria Leopardi Per molti anni ho lavorato nel settore della Finanza, Amministrazione e Controllo di Gestione in societa’ industriali e di servizio nel ruolo di Responsabile Amministrativo. Ho collaborato con Fondi d’investimento operanti nel settore delle energie rinnovabili, web marketing e agroindustriali.   Ormai ho capito che il vero successo e’ legato alla realizzazione di se stessi, e non e’ qualcosa di esterno a Se’. Ho smesso di cercare la carriera per dedicarmi a cio’ che amo fare. CONDIVIDI L’ARTICOLO SU :

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LA STORIA DI PAOLA

LA STORIA DI PAOLA – L’inizio dell’uscita dalla Ruota del Criceto – Ho conosciuto Paola un anno fa. È stata lei a trovare me, o forse ci siamo trovate insieme. Nella fase intermedia del mio percorso ho fatto diversi tentativi per capire quale potesse essere la mia strada per realizzarmi ed una volta ho organizzato un seminario dal tema “Aprire la P.IVA”. Ricordo la sua telefonata, voleva delle informazioni ed era molto agitata. Paola ha un centro di Pilates, che segue con un’attenzione ed una cura incredibili. Nonostante i suoi sforzi e tutto il suo impegno, l’attività era in difficoltà e durante il mese di Agosto lei doveva preparare il listino prezzi e la campagna di abbonamento per la stagione che sarebbe iniziata a Settembre. Non aveva grossi margini ma non era nemmeno in perdita, motivo per cui le ho consigliato di proseguire il suo percorso e di non fermarsi. Durante l’estate abbiamo preparato il nuovo listino e finalmente a Settembre è iniziata la nuova stagione, e a me si è aperto un mondo. Ho sempre lavorato in grandi aziende, dove ognuno svolge una parte di un lavoro organizzato e suddiviso in ruoli: l’ufficio amministrativo, l’ufficio del personale, l’ufficio commerciale, marketing e comunicazione, ufficio acquisti… In queste aziende ci sono tantissimi consulenti a supporto: legali, fiscalisti e l’accesso al credito bancario è sufficientemente facile, perché i fatturati sono molto alti c’è liquidità e quindi si possono fare anche investimenti per lo sviluppo. Invece Paola era sola, così come credo tantissimi imprenditori in Italia che hanno piccole o micro attività. Nessuno a consigliarla sulla gestione, né sull’organizzazione del lavoro, né sul rapporto con i clienti o le scelte di marketing, né sulla gestione della tesoreria o delle imposte. Poteva contare sul consulente informatico che gestisce il suo programma di abbonamenti e su un consulente di Digital marketing per la sua promozione attraverso campagne marketing e sul suo commercialista. Paola è una combattente e non si arrende facilmente, ma lavorare così è durissimo. Mancano gli strumenti e le competenze per gestire un’azienda a tutto tondo in un sistema complesso e stra-competitivo come quello attuale. Sono rimasta al fianco di Paola per alcuni mesi, fin quando la sua attività non ha ingranato nuovamente, ci siamo allontanate per un po’ fin quando  è tornata a contattarmi e questa volta è emerso qualcosa di nuovo. Paola, come me e come forse tanti altri imprenditori si sente oppressa da un sistema che non le appartiene, in cui bisogna emergere, seguire i social, cercare clienti, fare sconti e ‘svendersi’. Un sistema in cui si rincorre il denaro e se ne diventa schiavi. La ricerca del profitto diventa il movente delle nostre azioni, inaridisce i nostri cuori e le relazioni tra persone sono utilitaristiche al limite dell’uso per fini commerciali. Paola non è così. E’ una persona che nella Vita ha tenuto duro e nonostante i bocconi amari, soffre perché vuole fare le cose con il Cuore e uscire dalla Ruota del Criceto e mollare il denaro come obiettivo è difficilissimo. Il suo impegno è totale. Ma ciononostante sembra non bastare mai. Si impegna veramente al massimo ma non si sente vista, né tantomeno valorizzata e apprezzata per tutto ciò che fa con tanto impegno. Questa è una delle illusioni che ci tiene intrappolati nella Ruota del Criceto: la ricerca del ‘successo’, e del denaro come fine ultimo delle nostre azioni. Ammetto che a tratti anche io ci ricado, ma più avanzo nel mio percorso e prima me ne rendo conto. I social poi su questo proliferano vigorosi, sono lo strumento principale di ricerca del consenso e dei like. Tant’è che ormai si fanno cose sempre più estreme per avere attenzione e ottenerli. Ognuno misura sé stesso sulla base dei propri risultati, applicando i propri personalissimi parametri, imparati da bambini e mantenuti per tutta la Vita. E correndo verso il traguardo che non arriva mai,  ci si dimentica di sé, dei propri stati d’animo, dei propri veri bisogni, di ciò che si ama fare e del proprio Cuore. Anche quando arriva, il ‘successo’ dura poco, ormai veramente poco in questa società che correre con l’acceleratore spinto al massimo. Terminato l’effetto effimero di euforia, cominceremo a ricercarlo nuovamente… come dei tossicodipendenti. In uno dei nostri ultimi incontri mentre parlavamo di tasse, F24, listini prezzi, comunicazione ai clienti ecc.. ho percepito tutta la sofferenza di Paola. Le ho chiesto se amasse il suo lavoro e lei mi ha detto sì. E’ vero lo ama veramente, conosce molte tecniche di Pilates specifiche ed è ciò che studia da tanti anni e che vuole fare nella Vita. Dopo qualche momento di esitazione le ho detto: “Paola, per scendere dalla Ruota del Criceto devi mostrare chi sei autenticamente al mondo, basta seguire indicazioni marketing, basta creare post in grafica, racconta chi sei, cosa dicono di te i tuoi allievi e cosa per te è importante”. Lei si è sorpresa e mi ha detto: “Si Valeria veramente basta!”. Ha fatto bel sospiro e poi si è alleggerita. Ho percepito un allentamento nella tensione del suo viso e nel suo campo energetico e ha cominciato a dirmi cosa vorrebbe organizzare e cosa le piacerebbe fare con la sua palestra ed i suoi allievi.  Mi ha raccontato tutte le cose incredibili che ha realizzato con i suoi allievi e come li ha aiutati a risolvere diversi problemi fisici. Io ero veramente commossa e dentro di me sentivo tutto il dolore di una persona che fa cose grandi, non se ne rende conto, e per di più sente di non valere. Nella ruota del Criceto siamo schiacciati da modelli di successo e perfezionismo irreali e irraggiungibili, che ci fanno dimenticare chi siamo e cosa sia veramente importante per noi e gli altri, come ad esempio aiutare chi ha disturbi fisici a risolverli definitivamente. Adesso Paola ha fatto una scelta, vuole realizzarsi come persona, piuttosto che inseguire denaro, apprezzamenti, like e successo. “Quando gli esseri riescono ad esprimere pienamente e liberamente le potenzialità’ di cui sono dotati,

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IL MIO INCONTRO CON SAN GIUSEPPE

IL MIO INCONTRO CON SAN GIUSEPPE – A Gotham City – Nei giorni scorsi passeggiando per via Tiburtina ho intravvisto una statua di un Santo posta in alto sopra il marciapiede. L’ambientazione era abbastanza terrificante: palazzi alti, metà delle saracinesche dei negozi chiuse, traffico, marciapiedi sporchi, persone che camminano come dei zombie, una calura mostruosa. Ebbene sì questa è la Roma delle zone non turistiche, nell’afa di luglio, ma nessuno ve la racconterà così. Mio figlio la chiama Gotham City, la città difesa da Batman. Sono rimasta molto stupita, mi sono domandata: “Ma che ci fa una Statua di un Santo qui?” e così avvicinandomi ho letto l’indicazione per la Chiesa di San Giuseppe Artigiano. Che strana coincidenza! Proprio in questo periodo che sto conoscendo e affiancando tanti artigiani. Non potevo non andare a vedere di cosa si trattasse. La Chiesa è abbastanza nascosta, vicino al Parco Galla Placidia – Ottoboni che sopravvive all’arsura dell’estate grazie ad un giardiniere che quotidianamente annaffia il prato e si addormenta sotto gli alberi. Un po’ lo invidio. La Chiesa è nuovissima e soprattutto freschissima! Sono entrata e come la maggior parte delle Chiese “moderne” di Roma era deserta. C’eravamo io e la Statua di San Giuseppe artigiano che mi guardava con uno sguardo benevolo, mentre era intento a ripulire un grande bastone di legno con un’accetta. Avevo del tutto dimenticato che San Giuseppe, fosse un artigiano. Nella mia immaginazione esiste solo nel presepe vicino alla culla di Gesù. Ma in effetti la storia biblica racconta che fosse un falegname e così viene rappresentato nella Chiesa. La sua immagine è un simbolo. Rappresenta un uomo semplice ed in pace. Chi non conosce la fretta, né l’urgenza, né l’ansia. Rappresenta l’uomo che ha vinto la bramosia del suo Ego ed è uscito dalla corsa della Ruota del Criceto. Non ha desideri di successo o di competere, il denaro non è il movente delle sue azioni e ama se stesso ed il suo lavoro. Rappresenta la semplicità che è la stessa della Vita, che noi abbiamo dimenticato ma che è tutta intorno a noi e in cui siamo immersi. Nella Natura non c’è urgenza perché non c’è paura, non c’è ansia perché nessuno viene giudicato e misurato, e non c’è tristezza perché si vive nel momento presente. Non credo che sia un caso che San Giuseppe rappresenti gli artigiani, le persone che lavorano con le mani. Il lavoro creativo e manuale richiede una concentrazione focalizzata che ha come effetto l’allentamento della nostra mente su di noi. L’attenzione della nostra coscienza si focalizza su ciò che stiamo creando e per un po’ la morsa del nostro EGO diminuisce. San Giuseppe è il simbolo dell’uomo che conosce i tempi della Natura, degli uomini e li rispetta, perché è totalmente in allineamento con essi.  Ha pazienza ed è sereno perché sa che nella Vita esiste la sorte su cui non ha alcun controllo. Si impegna nel suo lavoro ma rimette il risultato delle sue opere ad un potere più grande che percepisce e di cui si sente parte ed immerso. Tutto questo è straordinariamente lontano dalla lotta, lo sforzo e lo stress continuo in cui viviamo nella Ruota, dai modelli che ci hanno trasmesso e che abbiamo interiorizzato. È agli antipodi di quello che viene mostrato come modello di ‘successo’ di cui ho parlato nel mio precedente post IL SUCCESSO. E’ lontanissimo dal mettersi in mostra, dalla ricerca dei like, dal voler essere sempre il migliore e dal bisogno di piacere. Viviamo in un sistema che ci inganna e ci schiavizza, e per fortuna ho incontrato San Giuseppe a ricordarmelo. VALERIA LEOPARDI LASCIA UN COMMENTO Annulla risposta Connesso come VALERIA. Modifica il tuo profilo. Uscire? I campi obbligatori sono contrassegnati * Message* Avvertimi via email alla pubblicazione di un nuovo articolo. Δ Precedente AUTORE: Valeria Leopardi Per molti anni ho lavorato nel settore della Finanza, Amministrazione e Controllo di Gestione in societa’ industriali e di servizio nel ruolo di Responsabile Amministrativo. Ho collaborato con Fondi d’investimento operanti nel settore delle energie rinnovabili, web marketing e agroindustriali.   Da anni seguo percorsi di crescita personale e credo che integrare la propria crescita personale con la crescita imprenditoriale sia l’inizio del vero cammino verso il successo CONDIVIDI L’ARTICOLO SU :

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