Giugno 2025

BASTA MI ARRENDO!

BASTA IO MI ARRENDO! -E poi dove vai? – Spesso negli ultimi tempi tra i miei clienti/amici nei momenti di scoraggiamento serpeggia la frase: “Sai Vale sono proprio stanco e scoraggiato, basta io mollo!” Di fronte a questa affermazione la mia risposta e’ sempre la stessa: e poi dove vai? L’alternativa di oggi al mollare il proprio sogno, implica entrare nell’omologazione, nel lavoro routinario, in ambienti aridi e nella frustrazione. Inizialmente potremmo pensare di aver risolto tutti i nostri problemi, perche’ e’ verissimo, se hai una piccola attività in proprio oggi devi fronteggiare moltissime difficoltà. L’impegno e’ totale, gli ostacoli continui e gli imprevisti sono sempre dietro l’angolo. Per questo definisco gli imprenditori di oggi come degli eroi e maggiormente se sono piccoli imprenditori, titolari di P.IVA o anche hobbisti. In una situazione così complessa l’unica motivazione che puo’ spingerci a proseguire nel nostro cammino da eroi è fare ciò che amiamo fare. Se molliamo il nostro sogno, il nostro progetto la nostra unica alternativa sarà lavorare per qualcun altro, entrare in una routine piuttosto avvilente e inaridirci. A volte penso di essere impazzita. Io che conoscono il mondo della gestione d’azienda, dei conti economici, dei piani di tesoreria e dei business plan mi trovo a consigliare a chiunque sia in difficoltà di non seguire più il Dio Denaro ma i suoi sogni. La spinta non deve essere alienarsi dal lavoro concreto, bisogna impegnarsi, avere dedizione, impegno e tanta pazienza. Ma significa spostare l’obiettivo dal denaro a se stessi e fare qualcosa che ci realizza, costi quel che costi, anche se ciò dovesse comportare il nostro fallimento finanziario. Il maggiore risultato che raggiungeremo seguendo questa strada e; che ci sentiremo vivi, carichi di idee, di energia. Saremo come dei combattenti sul campo di battaglia alla ricerca di soluzioni per portare avanti i nostri progetti. E’ vero il risultato non e’ certo, ma almeno saremo VIVI, tremendamente VIVI. Percorrere questo sentiero come dice G. Ceredi: “Significa assumersi la responsabilità di diventare artefici della propria Vita, di fare le proprie scelte anche quando gli altri disapprovano, di scegliere le proprie battaglie, di seguire i propri ideali e la liberta’ di essere se stessi..” Personalmente preferisco vivere la mia Vita fino in fondo cosi’ quando saro’  alla fine dei miei giorni potro’ dire a me stessa: Io ce l’ho messa tutta. Il risultato delle nostre azioni è incerto, perché’ in questo periodo storico le grandi corporate hanno tutti i mezzi e gli strumenti per dominare l’economia, le Banche la finanza e a noi che rimane? Rimane appunto il Cuore, il coraggio di credere in noi stessi e la volontà di creare qualcosa di bello per noi stessi e gli altri. Bisogna, impegnarsi ed essere tenaci. Quando l’intento primario del nostro business non e’ piu’ guadagnare, ma realizzare noi stessi, tutto cambia. In questo sistema iper-complesso e’ necessario fare squadra, collaborare, fare gruppo per avere risposte a problemi gestionali di ogni tipo. Visibilità marketing, gestione dei social, adempimenti fiscali  progettualità e anche formazione sono alcuni delle fette di torta della complessità attuale. Credo che da soli oggi non si vada molto lontano, a meno che non si nasca campioni e non si sia veramente informati. Le grandi società hanno consulenti di ogni tipo, a noi piccoli imprenditori conviene unirci in gruppo per prendere spunti, idee e trovare soluzioni. Basta con la gelosia tra di noi e le invidie. Veramente basta. Sosteniamoci invece, proprio in questi tempi cosi’ duri. Come ho gia’ scritto nel precedente post IL SOSTEGNO la competizione non premia nessuno, solo i grandi gruppi che dominano l’economia che crescono vigorosi sul nostro individualismo. Nel mondo del lavoro, un gruppo di chi condivide le tue sorti lavorative e’ la maggior ricchezza che puoi trovare in questo periodo storico. Forse nessuno te lo ha fatto mai notare chiaramente ma la forza del gruppo e’ un altro potere nascosto che abbiamo perso, ci rende molto piu’ forti e meno schiavi del sistema. L’isolamento non e’ naturale anzi e’ dannoso anche da un punto di vista di crescita lavorativa. Quindi non mollare ma chiedi sostegno. Trova chi come te e’ sullo stesso percorso, conosce cosa stai fronteggiando e fatti prendere per mano. Ridurre le pretese e sviluppare la pazienza sono ‘armi’ interiori che ti manterranno sulla tua rotta, quella del tuo Cuore. Con affetto VALERIA LEOPARDI LASCIA UN COMMENTO Annulla risposta Connesso come VALERIA. Modifica il tuo profilo. Uscire? I campi obbligatori sono contrassegnati * Message* Avvertimi via email alla pubblicazione di un nuovo articolo. Δ Precedente AUTORE: Valeria Leopardi Per molti anni ho lavorato nel settore della Finanza, Amministrazione e Controllo di Gestione in societa’ industriali e di servizio nel ruolo di Responsabile Amministrativo. Ho collaborato con Fondi d’investimento operanti nel settore delle energie rinnovabili, web marketing e agroindustriali. Da anni seguo percorsi di crescita personale e credo che integrare la propria crescita personale con la crescita imprenditoriale sia l’inizio del vero cammino verso il successo CONDIVIDI L’ARTICOLO SU :  

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IL MIO INTERVENTO SUL VALORE

IL MIO INTERVENTO SUL VALORE – La libertà di riuscire a dire la propria Verità! – Nei giorni scorsi ho avuto l’opportunità di affrontare del tema valore in un incontro di Economia e Finanza organizzato da Guido Grossi. Inizialmente ho fatto molta fatica ad accettare.  Anche perche’ non capico come argomenti di Economia si collegassero ad un tema cosi’ personale come il VALORE DI SE’.  In realta’ siamo un tutt’uno con cio’ che ci circonda  ed il nostro ambiente esterno, (le circostanze in cui viviamo) riflette il nostro ‘ambiente interiore’. Se non diamo valore ai noi stessi, se non crediamo in noi stessi, e’ molto difficile che la nostra situazione economica finanziaria sia fiorente. O tenderemo a svilirci e sotto valutarci o a mostrarci saccenti e arroganti. Approfondiremo le ricadute economiche di questi due comportamenti in un altro post. Benché scrivere sia per me un mezzo semplice per esprimermi, aprirmi in pubblico mi è molto più difficile. Sono sempre stata molto riservata e nonostante potessi parlare facilmente a platee più o meno ampie di temi amministrativi/finanziari non riuscivo proprio a parlare in pubblico quando si trattava di me. Mi vergognavo, ero bloccata. La mia voce tradiva sempre la mia emozione. In passato semplicemente mi dicevo che ero timida, ora so che in realtà avevo paura di mostrarmi nella mia autenticità. Quando Guido ha chiesto la mia testimonianza volevo rifiutare, ma poi con i giorni è nata la voglia di raccontare la mia esperienza e di condividere ciò che sto imparando sulla mia pelle. Uscire dalla ruota del Criceto significa avere il coraggio di dire la propria Verità, indipendentemente dal giudizio altrui. Nei meeting aziendali, nelle video chiamate o in riunione in passato ero sempre molto tesa. Dovevo essere performante come il ruolo di manager richiedeva. Il tono era pacato, fermo ma sorridente. Parlavo un italiano perfetto e le mie antennine era sempre tese a controllare che il mio ruolo fosse be rappresentato. Insomma indossavo la maschera da perfezionista e mi sforzavo tremendamente per mantenerla. La fatica di mostrarsi diversi da ciò che si e’ realmente provoca una tensione interiore enorme. LA VERITA’ TOGLIE TUTTO CIO’ DI FALSO CHE C’E’ IN TE. Questa volta, forse per la prima volta nella mia Vita, durante l’incontro ero rilassata. Non avevo più nulla da difendere, nessuna immagine, nessun ruolo, nessuna falsa identità. Così finalmente Valeria ha potuto raccontare la sua Verità, in maniera del tutto autentica. Con il suo modo di essere unico, come unici siamo tutti, e finalmente ho potuto assaporare la libertà del non giudizio. Che non è quello degli altri ma è il mio verso me stessa. Le gabbie della nostra prigione sono interiori. Hanno poco a che fare con cosa accade all’esterno.  “Le circostanze non plasmano l’uomo, lo rivelano” – W. Dyer. La nostra situazione di Vita rivela solo le nostre paure. Durante l’incontro ho capito quanto il tema della mancanza di valore personale sia importante. Tutti ne soffriamo anche e soprattutto quando ci sentiamo superiori o migliori degli altri. La ferita della mancanza di valore nasconde un dolore incolmabile. Conoscere sé stessi significa aver il coraggio di mettersi a nudo, di affrontare il vuoto di cui ho parlato in questo precedente post LIBERTA’ E LAVORO  e scoprire di essere diversi da come ‘vorremmo’ essere. Significa smettere di giudicarsi e per questo liberarsi. Significa avere il coraggio di andare fino in fondo, trovare sé stessi e amarsi con tutto il Cuore. VALERIA LEOPARDI LASCIA UN COMMENTO Annulla risposta Connesso come VALERIA. Modifica il tuo profilo. Uscire? I campi obbligatori sono contrassegnati * Message* Avvertimi via email alla pubblicazione di un nuovo articolo. Δ Precedente AUTORE: Valeria Leopardi Per molti anni ho lavorato nel settore della Finanza, Amministrazione e Controllo di Gestione in societa’ industriali e di servizio nel ruolo di Responsabile Amministrativo. Ho collaborato con Fondi d’investimento operanti nel settore delle energie rinnovabili, web marketing e agroindustriali.   Da anni seguo percorsi di crescita personale e credo che integrare la propria crescita personale con la crescita imprenditoriale sia l’inizio del vero cammino verso il successo CONDIVIDI L’ARTICOLO SU :

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LA RICERCA DEL SUCCESSO

LA RICERCA DEL SUCCESSO – Una trappola micidiale – In questo periodo sto lavorando su diversi progetti, tutti in fase di avvio o in fase di ricerca di una via d‘uscita’ da una situazione di crisi. È il mio lavoro e cerco di farlo al meglio. Mi capita a volte di ricadere nella ricerca del successo, quella voglia di farcela a tutti i costi e voler dimostrare al mondo di essere una vincente. Quando mi accade il malessere interiore riappare in tutto il suo splendore. Mi sento insoddisfatta. La ricerca di conferme, la voglia di mettersi in mostra, il volersi sentire superiori sono sintomi che qualcosa in me non va. Ricompare all’orizzonte la bramosia dell’Ego che fa tutto per sé stesso e niente per gli altri, e la maschera, che con tanta amorevolezza la Vita mi ha tolto, riappare sul mio viso. Il meccanismo è talmente radicato e così omnipervasivo che è percepito come normale. Lavorando sui social se ne viene praticamente ‘risucchiati’. Sembra quasi che una parte di me voglia gridare io esisto! Guardate cosa sono capace di fare! Questa trappola è micidiale e ci cadiamo in tanti, soprattutto chi sta avviando un nuovo lavoro e ha di fronte a sé, un percorso del tutto incerto. Uscire dall’immaginario collettivo è difficilissimo, proprio perché questo atteggiamento è normale e consolidato. La Verità, almeno la mia Verità, è che il successo non è qualcosa che si raggiunge perché non è esterno a noi. Il successo così come la libertà è uno stato interiore. Si raggiunge quando non si cerca più di vincere, quando la preoccupazione e lo stress non hanno più il sopravvento, ma quando ci si impegna dando il massimo di se stessi senza aspettative di risultato. Per raggiungere il successo si deve imparare il distacco. Esattamente l’opposto di ciò che facciamo tutti. Ci valutiamo in base ai nostri risultati e se falliamo, siamo dei falliti anche noi. “Il saggio in ogni cosa guarda al proposito, non all’esito. Cominciare dipende da noi, del risultato, invece, decide la sorte e io non le riconosco il diritto di giudicarmi” – SENECA Esercitare il distacco non vuole dire indifferenza, ne’ tanto meno smettere di impegnarsi, significa giocare la propria partita fino in fondo ma avere anche l’umiltà di sapere che non tutto dipende da noi. Anzi. Soprattutto avere successo significa amarsi nonostante gli esiti delle nostre azioni, capire cosa l’esperienza ci sta insegnando, cosa potremmo modificare e che scelte diverse potremmo compiere. Implica uscire dallo stress e dalla lotta ed iniziare a godersi il viaggio, sapendo profondamente che la sfida è sempre dinanzi e che non ci può sottrarre per paura o vigliaccheria, che bisogna affrontarla a testa alta anche se falliremo o perderemo. “Chi agisce per un buon fine non fallisce mai” – GANDHI. Nello scorso post LA MANCANZA DI VALORE ho parlato del mondo che sta andando a rotoli, e questa frase di Gandhi credo che spieghi una delle cause principali. Agire per la nostra bramosia per il nostro Ego non ha più alcun senso. Il buon fine per le nostre azioni non è cercare il nostro successo e per questo metterci in mostra, ma fare il nostro bene profondo che implica fare il bene dell’altro. Realizzare noi stessi, sviluppare le nostre capacità e metterle in atto. A questo mi sento chiamata e per questo voglio dare il meglio di me. So che il cammino è insidioso e la partita è dura. Ma come è scritto sullo stadio del ROLAND GARROS a Parigi: “La vittoria appartiene ai più tenaci” e io non mollo la presa. VALERIA LEOPARDI LASCIA UN COMMENTO Annulla risposta Connesso come VALERIA. Modifica il tuo profilo. Uscire? I campi obbligatori sono contrassegnati * Message* Avvertimi via email alla pubblicazione di un nuovo articolo. Δ Precedente AUTORE: Valeria Leopardi Per molti anni ho lavorato nel settore della Finanza, Amministrazione e Controllo di Gestione in societa’ industriali e di servizio nel ruolo di Responsabile Amministrativo. Ho collaborato con Fondi d’investimento operanti nel settore delle energie rinnovabili, web marketing e agroindustriali.   Da anni seguo percorsi di crescita personale e credo che integrare la propria crescita personale con la crescita imprenditoriale sia l’inizio del vero cammino verso il successo CONDIVIDI L’ARTICOLO SU :

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LA MANCANZA DI VALORE

LA MANCANZA DI VALORE – Sentire di valere poco o niente – La mia ferita principale è la mancanza di valore. Ho impiegato molto tempo a razionalizzare di cosa si trattasse, perché, per divenire consapevoli della propria ferita principale, bisogna attraversare il vuoto e la montagna di dolore che si cela in esso. Vedi il mio precedente post LIBERTA’ E LAVORO. La mancanza di valore si manifesta in molti modi diversi e si sviluppa sin dalla nostra infanzia. E’ come una pianta rampicante che dal tronco poi si dirama nella nostra coscienza in mille modi diversi. Quando cerchiamo di darci un’immagine di noi stessi, inconsapevolmente stiamo cercando delle conferme all’esterno di chi siamo per darci valore. Proiettiamo sul mondo ciò che vorremmo essere o che ci hanno insegnato che dovremmo essere per ricevere quell’apprezzamento di cui tanto avevamo ed abbiamo bisogno. Ancora oggi quando desidero qualcosa, che illusoriamente ritengo possa darmi valore, e temo di non raggiungerla sento nascere in me l’ansia. Fino a poco tempo fa la percepivo l’agitazione interiore e la tensione ma non capivo perché l’avessi, ora so che sto difendendo l’immagine di me che voglio dare al mondo e per questo ho paura. Temo che il mondo scopra chi sono e mi rifiuti. Ci si arrocca in posizione lavorative, spesso inespugnabili, proprio per non sentirsi insicuri e per dimostrare di valere. Una volta raggiunta una certa stabilità non si vuole più mollare la presa. Per evitare il dolore dell’umiliazione, della vergogna e della mancata accettazione ci distraiamo in mille modi diversi. L’unica risposta che conosciamo è la fuga. “Siamo pieni di risentimento quando i nostri desideri non sono esauditi e andiamo su tutte le furie quando, per una ragione o per l’altra le nostre aspettative vengono disattese. In quel momento di delusione ci sentiamo realmente abbandonati e questo risveglia tutte le delusioni provate da bambini, quando non eravamo amati, compresi, accettati e approvati. Ma invece di sentire il dolore, reagiamo accusando l’altro.” – Krishnananda, Amana – Dal Libro: A tu per tu con la paura. Il mondo sta andando a rotoli, lo sappiamo tutti e lo vediamo tutti. Sto iniziando a domandarmi perché in questa situazione dove c’è così tanto bisogno di tutto, non si riesce più a fare nulla? Perché continuiamo a vedere il degrado aumentare e non riusciamo ad intervenire su di esso? Credo che la risposta sia perché non vogliamo assumerci la responsabilità di noi stessi, delle nostre scelte, delle nostre risposte nelle nostre relazioni personali e nel nostro lavoro. Forse non vogliamo vedere che la realtà e cioè che siamo in fuga. In Fuga da noi stessi. Veniamo costantemente messi alla prova e invece di tirare fuori il coraggio necessario davanti alle nostre sfide, attraversare le nostre ferite e quindi evolvere, preferiamo evitarle. Ci distraiamo, minimizziamo, facciamo finta che non dipenda da noi, che non sia importante, e normalizziamo tutto, anche il degrado in cui siamo immersi. Vedi il mio precedente post ATTRAVERSARE IL DOLORE. Chi mi conosce sa che sostengo l’artigianato artistico, perché credo fortemente nella forza della creatività umana in questo periodo gelido e freddo. Ho un gruppo su WhatsApp di piccoli artigiani. Ultimamente dovevo organizzare un mercato e stavo raccogliendo le prime adesioni. Purtroppo però gli organizzatori hanno preferito dare il mandato ad un’altra associazione che conosco personalmente. Quasi tutti gli artigiani del ‘mio’ piccolo circuito hanno deciso di aderire all’iniziativa degli altri ed io mi sono sentita tradita e abbandonata. La ferita della mancanza di valore è riemersa in tutto il suo splendore. In passato avrei tirato fuori tutta la mia rabbia e la mia frustrazione, incolpando e giudicando. Avrei messo in discussione me stessa e le mie capacità. Frasi del tipo: “sono una fallita, nessuno mi capisce, hanno preferito loro a me, non sanno chi sono io…” e così via sarebbero state il repertorio della mia mente. Quando sono in collera i pensieri sono più agitati e carichi di energia. Questa volta ho fatto una scelta diversa, e di fronte al dolore della ferita, ho scelto consapevolmente di attraversarlo. La mente era agitata, i pensieri di giudizio e la rabbia erano un tutt’uno con me. Ho fatto dei bei respiri profondi, ho staccato il cellulare, chiuso i social, chiuso tutto e mi sono immersa nel mio dolore. La sensazione nel corpo è stata di una morsa nello stomaco, la gola era chiusa e io ero irrigidita per la paura del dolore. Sono rimasta nel dolore per tutto il tempo che serviva. Eckharte Tolle ci spinge a fare questo passo coraggioso: “Fate l’amore con il dolore”. Ora so perché. Perché dall’altra parte c’è una via d’uscita. È come passare in un collo di bottiglia. È stretto, lungo e difficile ma poi se ne esce. Dall’altro lato del tunnel c’è la quiete, l’uscita dal conflitto e dalla lotta. Il mollare la presa che non è una sconfitta ma affidarsi alla Vita. Lasciare andare ciò che ci fa male per dover dimostrare di essere qualcuno o di essere importanti. Una sorta di resa. C’è la pace con sé stessi e la profonda comprensione che tutto ciò che ci accade ha un insegnamento, che non siamo soli e siamo guidati in un Universo che dialoga con noi in ogni avvenimento, in ogni passo, in ogni momento. Individuare la propria ferita principale è molto difficile, perché bisogna essere totalmente autentici con sé stessi. Insomma non bisogna ‘raccontarsela’ e soprattutto bisogna avere il coraggio di non sfuggirla. Il coraggio di vedere chi siamo veramente e non chi vogliamo apparire. Quando faccio questo, percepisco da sola il mio valore e non necessito che me ne diano gli altri. VALERIA LEOPARDI LASCIA UN COMMENTO Annulla risposta Connesso come VALERIA. Modifica il tuo profilo. Uscire? I campi obbligatori sono contrassegnati * Message* Avvertimi via email alla pubblicazione di un nuovo articolo. Δ Precedente AUTORE: Valeria Leopardi Per molti anni ho lavorato nel settore della Finanza, Amministrazione e Controllo di Gestione in societa’ industriali e di servizio nel ruolo di Responsabile Amministrativo. Ho collaborato con Fondi d’investimento

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