ADRIANO E IL CAMBIO A SINISTRA
- Lasciare la presa sui figli -
Quando sono tornata a vivere a Cipro qualche tempo fa, ho comprato un’auto usata da un concessionario locale che si chiamava… Pollo (chi mi segue su Facebook sa la storia incredibile che c’è stata dietro questo acquisto!). Fatto sta che alla fine ho preso una piccola macchina usata con il cambio manuale.
Dovete sapere che a Cipro si guida a sinistra, come in Inghilterra. La stragrande maggioranza delle auto qui è automatica, proprio perché gestire la leva delle marce con la mano sinistra mentre si guida “al contrario” non è proprio la cosa più comoda del mondo Io però, da brava italiana, dato che la macchina era piccolina e mi piaceva parecchio ho pensato: «Vabbè, ma noi in Italia siamo abituati al cambio manuale, che problema c’è?». E l’ho comprata.
Sulle mie riflessioni alla domanda : ma che problema c’e’? Vedi il post MARTINA E IL MIO VESTITO ROSSO
Adesso è venuto a stare con me mio figlio Adriano per passare qui l’estate. Ovviamente ha bisogno della macchina per uscire con i suoi amici… e non potete capire quante me ne ha dette per aver comprato la macchina col cambio manuale!
Già è neopatentato, in più si ritrova a guidare sul lato opposto della strada e, per finire in bellezza, deve cambiare le marce con la mano sinistra.
L’ho guardato e gli ho detto: «Guarda Adriano, la macchina è questa ed è perfetta per noi. Vedrai che ce la farai.»
Sto cercando di far capire a mio figlio di quanto sia importante mettersi alla prova e non tirarsi indietro. E Adriano, che ormai mi conosce bene, si è messo al volante e ha accettato la sfida.
All’inizio è stata molto dura. Quando ingranava le marce stringeva il pomello del cambio con una tale forza e tensione che, giorno dopo giorno, la targhetta sul pomello col numero 4 ha iniziato a ruotare.

Come se non bastasse, la frizione staccava altissima. Far partire l’auto in salita e’ stata durissima.
«Mamma, dai, portala dal meccanico a far sistemare la frizione!» mi urlava lui.
Ma io sapevo che tanto non ci sarebbe stato niente da fare, perché Skevos il mio meccanico gia’ me lo aveva detto. Quindi ho aspettato finche’ lui prendesse la mano alla guida e alla fine gli ho detto: “Senti Adriano, questa è la macchina, puoi farcela!”.
Piano piano, giorno dopo giorno, si è adeguato. Ha preso le misure con la frizione, ha preso la mano con la guida a sinistra e alla fine ha domato la macchinetta. Quel “4 al contrario” sul cambio è rimasto lì a testimoniare tutta la sua fatica iniziale, ed è diventato il simbolo di questa avventura.
Ho capito che se tengo mio figlio all’interno di una comfort zone troppo stretta, dove io controllo tutto, risolvo ogni problema al posto suo e lo proteggo da qualsiasi piccolo ostacolo della vita, in realtà non gli sto facendo alcun bene.
Per farlo scendere dalla sua “ruota”, dalla dipendenza e dall’insicurezza, devo essere io la prima a mollare la presa su di lui.
Mettendolo di fronte alle sue sfide — soprattutto quelle quotidiane — lo vedo diventare ogni giorno più autonomo, più sicuro di sé e quindi piu’ libero.
La libertà non si insegna a parole: si applica, lasciando agli altri lo spazio di fare da soli, di sbagliare, di faticare e, infine, di farcela.
Ho capito che lui fa le cose in maniera diversa da me, ovviamente.
Sempre più, sto mollando il mio controllo su di lui e lo sto lasciando libero di fare quello che più ama e come vuole farlo lui.
Per me è molto difficile perché sono stata sempre molto controllante e lasciare la presa sui figli fa molta paura.
Ma per uscire fuori dalla ruota del criceto ed essere libera io, ho capito che devo lasciare liberi anche gli altri.
La libertà è amare veramente.
VALERIA
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AUTORE:
Valeria Leopardi
Per molti anni ho lavorato nel settore della Finanza, Amministrazione e Controllo di Gestione in societa’ industriali e di servizio nel ruolo di Responsabile Amministrativo. Ho collaborato con Fondi d’investimento operanti nel settore delle energie rinnovabili, web marketing e agroindustriali.
Da anni seguo percorsi di crescita personale e credo che integrare la propria crescita personale con la crescita imprenditoriale sia l’inizio del vero cammino verso il successo
2 Comments
Da poco tempo a questa parte ho cominciato a porre l’attenzione su come gli altri facciano le cose diversamente da me e parlo anche, se non soprattutto, di cose semplici manuali e non. La cosa sorprendente è che l’attenzione è slittata dal paragone ( lui/lei lo fa meglio di me) alla bellezza! Si, la bellezza creativa. Il divino si esprime in mille forme stupende e ho scoperto che uno stesso fare ( di per sé creare ) può assumere sfaccettature affascinanti e bellissime…
Hai Scelto la Strada della Saggezza!