CUORE

DOMENICO ASCIUTTO

DOMENICO ASCIUTTO – La storia di chi non si “vende” – Ho incontrato Domenico – per gli amici Mimmo – lo scorso giugno in Sicilia. Palermo è una città che pullula di Vita. Le vie brulicano di persone, ci sono mercati rionali in cui senti i venditori gridare per attrarre l’attenzione, banchi che strabordano di cibo, soprattutto pesce e dolci, una miriade di turisti, artisti di strada, le arancine ed i palermitani. La giornata era caldissima e dopo aver camminato parecchio sono arrivata in Piazza Marina dove ci sono degli enormi ficus centenari, che con la loro imponente ombra, riescono a rinfrescare quella zona. È li, in un angolo, che ho incontrato Mimmo. Era in piedi con il suo banco di prodotti artigianali, tutti creati da lui stesso. Mimmo ha un passato da odontotecnico e ha perso il lavoro dopo tanti anni di fatiche, a causa delle nuove tecnologie, che nel settore dentistico hanno sostituito il lavoro manuale con quello computerizzato. Nella sua professione Mimmo realizzava apparecchi odontotecnici, i famosi “ferretti” che si vedevano nella bocca dei bambini fino a pochi anni fa, ma che ora non si usano più perché sostituiti da modelli esteticamente meno invasivi. Mimmo mi ha raccontato di quanto fosse pressato al lavoro, delle giornate lavorative che iniziavano al mattino fino a tarda sera, della necessità di rispettare le scadenze e dello stress e della tensione in cui viveva. Nonostante tutto il suo impegno il laboratorio per cui lavorava ha terminato il rapporto con lui e Mimmo si è trovato a fare, suo malgrado, il ‘SALTO’ nel Vuoto. Quello che mi ha colpito di Mimmo è la leggerezza d’animo con cui racconta le sue vicende. È una persona serena che, nella morsa delle sue circostanze, non si adira né va controcorrente ma in maniera naturale si sta lasciando andare al flusso della Vita. Canta anche. In passato si esibiva nei locali di Palermo. Ora non più. Chiedendogli perché, mi ha risposto:  “Vedi Vale prima si cantava per il piacere di farlo e le persone arrivavano spontaneamente attratte dalla musica, ora mi chiedono -quante persone porti? – e a me non va più”. Anche il canto e’ stato mercificato e si canta per guadagnare e non per esprimere se stessi e per sentirsi vivi. Ma Mimmo non si arrende, ha un animo delicato. Realizza con le posate antiche, a cui nessuno presta più molta attenzione, dei bellissimi gioielli. Va in cerca delle posate, nelle case,  nelle soffitte e nelle cantine, dove giacciono abbandonate e senza valore, ma nelle mani di Mimmo splendono nuovamente e tornano ad avere Vita, importanza e a raccontare la loro storia. Sa tutto di loro, del periodo storico in cui furono forgiate, dei materiali e di chi le usava. Sono rimasta affascinata…Mimmo e’ una poesia così come sono le sue creazioni. Si dedica alla sua arte con tantissima cura. Ora è sereno, sta conoscendo tante nuove persone e sta coinvolgendo anche sua figlia nella sua nuova passione. È un esempio di chi con coraggio segue la Sua strada, nonostante tutte le difficoltà.  Non si vende e non si piega, ma si reinventa per rimanere vivo e non farsi spegnere da questo sistema ‘oppressivo’ che vuole fare di tutto una merce, anche del nostro Cuore. Grazie Mimmo VALERIA LEOPARDI © Vuelle – Tutti i diritti riservati GUARDA L’INTERVISTA LASCIA UN COMMENTO Annulla risposta Connesso come VALERIA. Modifica il tuo profilo. Uscire? I campi obbligatori sono contrassegnati * Message* Avvertimi via email alla pubblicazione di un nuovo articolo. Δ Precedente AUTORE: Valeria Leopardi Per molti anni ho lavorato nel settore della Finanza, Amministrazione e Controllo di Gestione in societa’ industriali e di servizio nel ruolo di Responsabile Amministrativo. Ho collaborato con Fondi d’investimento operanti nel settore delle energie rinnovabili, web marketing e agroindustriali.   Ormai ho capito che il vero successo e’ legato alla realizzazione di se stessi, e non e’ qualcosa di esterno a Se’. Ho smesso di cercare la carriera per dedicarmi a cio’ che amo fare. CONDIVIDI L’ARTICOLO SU :

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BASTA MI ARRENDO!

BASTA IO MI ARRENDO! -E poi dove vai? – Spesso negli ultimi tempi tra i miei clienti/amici nei momenti di scoraggiamento serpeggia la frase: “Sai Vale sono proprio stanco e scoraggiato, basta io mollo!” Di fronte a questa affermazione la mia risposta e’ sempre la stessa: e poi dove vai? L’alternativa di oggi al mollare il proprio sogno, implica entrare nell’omologazione, nel lavoro routinario, in ambienti aridi e nella frustrazione. Inizialmente potremmo pensare di aver risolto tutti i nostri problemi, perche’ e’ verissimo, se hai una piccola attività in proprio oggi devi fronteggiare moltissime difficoltà. L’impegno e’ totale, gli ostacoli continui e gli imprevisti sono sempre dietro l’angolo. Per questo definisco gli imprenditori di oggi come degli eroi e maggiormente se sono piccoli imprenditori, titolari di P.IVA o anche hobbisti. In una situazione così complessa l’unica motivazione che puo’ spingerci a proseguire nel nostro cammino da eroi è fare ciò che amiamo fare. Se molliamo il nostro sogno, il nostro progetto la nostra unica alternativa sarà lavorare per qualcun altro, entrare in una routine piuttosto avvilente e inaridirci. A volte penso di essere impazzita. Io che conoscono il mondo della gestione d’azienda, dei conti economici, dei piani di tesoreria e dei business plan mi trovo a consigliare a chiunque sia in difficoltà di non seguire più il Dio Denaro ma i suoi sogni. La spinta non deve essere alienarsi dal lavoro concreto, bisogna impegnarsi, avere dedizione, impegno e tanta pazienza. Ma significa spostare l’obiettivo dal denaro a se stessi e fare qualcosa che ci realizza, costi quel che costi, anche se ciò dovesse comportare il nostro fallimento finanziario. Il maggiore risultato che raggiungeremo seguendo questa strada e; che ci sentiremo vivi, carichi di idee, di energia. Saremo come dei combattenti sul campo di battaglia alla ricerca di soluzioni per portare avanti i nostri progetti. E’ vero il risultato non e’ certo, ma almeno saremo VIVI, tremendamente VIVI. Percorrere questo sentiero come dice G. Ceredi: “Significa assumersi la responsabilità di diventare artefici della propria Vita, di fare le proprie scelte anche quando gli altri disapprovano, di scegliere le proprie battaglie, di seguire i propri ideali e la liberta’ di essere se stessi..” Personalmente preferisco vivere la mia Vita fino in fondo cosi’ quando saro’  alla fine dei miei giorni potro’ dire a me stessa: Io ce l’ho messa tutta. Il risultato delle nostre azioni è incerto, perché’ in questo periodo storico le grandi corporate hanno tutti i mezzi e gli strumenti per dominare l’economia, le Banche la finanza e a noi che rimane? Rimane appunto il Cuore, il coraggio di credere in noi stessi e la volontà di creare qualcosa di bello per noi stessi e gli altri. Bisogna, impegnarsi ed essere tenaci. Quando l’intento primario del nostro business non e’ piu’ guadagnare, ma realizzare noi stessi, tutto cambia. In questo sistema iper-complesso e’ necessario fare squadra, collaborare, fare gruppo per avere risposte a problemi gestionali di ogni tipo. Visibilità marketing, gestione dei social, adempimenti fiscali  progettualità e anche formazione sono alcuni delle fette di torta della complessità attuale. Credo che da soli oggi non si vada molto lontano, a meno che non si nasca campioni e non si sia veramente informati. Le grandi società hanno consulenti di ogni tipo, a noi piccoli imprenditori conviene unirci in gruppo per prendere spunti, idee e trovare soluzioni. Basta con la gelosia tra di noi e le invidie. Veramente basta. Sosteniamoci invece, proprio in questi tempi cosi’ duri. Come ho gia’ scritto nel precedente post IL SOSTEGNO la competizione non premia nessuno, solo i grandi gruppi che dominano l’economia che crescono vigorosi sul nostro individualismo. Nel mondo del lavoro, un gruppo di chi condivide le tue sorti lavorative e’ la maggior ricchezza che puoi trovare in questo periodo storico. Forse nessuno te lo ha fatto mai notare chiaramente ma la forza del gruppo e’ un altro potere nascosto che abbiamo perso, ci rende molto piu’ forti e meno schiavi del sistema. L’isolamento non e’ naturale anzi e’ dannoso anche da un punto di vista di crescita lavorativa. Quindi non mollare ma chiedi sostegno. Trova chi come te e’ sullo stesso percorso, conosce cosa stai fronteggiando e fatti prendere per mano. Ridurre le pretese e sviluppare la pazienza sono ‘armi’ interiori che ti manterranno sulla tua rotta, quella del tuo Cuore. Con affetto VALERIA LEOPARDI LASCIA UN COMMENTO Annulla risposta Connesso come VALERIA. Modifica il tuo profilo. Uscire? I campi obbligatori sono contrassegnati * Message* Avvertimi via email alla pubblicazione di un nuovo articolo. Δ Precedente AUTORE: Valeria Leopardi Per molti anni ho lavorato nel settore della Finanza, Amministrazione e Controllo di Gestione in societa’ industriali e di servizio nel ruolo di Responsabile Amministrativo. Ho collaborato con Fondi d’investimento operanti nel settore delle energie rinnovabili, web marketing e agroindustriali. Da anni seguo percorsi di crescita personale e credo che integrare la propria crescita personale con la crescita imprenditoriale sia l’inizio del vero cammino verso il successo CONDIVIDI L’ARTICOLO SU :  

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