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IL BISOGNO DI SICUREZZA

IL BISOGNO DI SICUREZZA – Che non viene mai soddisfatto – Un importante pilastro che ci tiene incastrati nella ruota del criceto è il BISOGNO DI SICUREZZA.  J. Krishnamurti lo definiva : “il disgustoso bisogno di sicurezza”. Il bisogno di sentirsi sicuri, tranquilli e fuori pericolo. Il bisogno di sentirsi protetti da tutto e tutti. Viviamo in una società in cui il bisogno di sicurezza e’ la leva di campagne promozionali,  comunicazione di massa, per orientare le nostre scelte. Scelte ovviamente basate sulla paura. La foto che ho scelto per questo articolo, l’ho scattata io qualche giorno fa in una vetrina di un negozio di assicurazioni di Roma. Messaggi di questo tipo sono ovunque, basta guardarsi intorno. Facciamo di tutto per sentirci al sicuro, ma perché siamo così spaventati? Da cosa dobbiamo proteggerci e da chi? Se andiamo in giro, nella nostra realtà quotidiana, non ci sono pericoli imminenti eppure siamo continuamente in ansia ed in tensione. Le notizie che arrivano ogni giorno non fanno altro che  alimentare le nostre paure e più fosche immaginazioni. Guerre, pandemie, incidenti, tutti avvenimenti di fronte ai quali ci sentiamo tremendamente impotenti. L’ansia è così pressante che per evitarla non riusciamo più a fermarci e cerchiamo in ogni modo di eliminarla, anche con medicinali di vario tipo (sull’ansia vedi il mio precedente post L’ANSIA) Il  senso di impotenza è ciò che si prova nella ruota del criceto. Deleghiamo all’esterno un potere che è nostro. Quando iniziamo a distaccarci dalla ruota del criceto possiamo osservare che siamo immersi in un’altro grande inganno. L’illusione che la sicurezza possa essere raggiunta con qualcosa di esterno a noi. Cercare di raggiungere la sicurezza e’ un l’illusione, e’ come il successo, non arriva mai. Possiamo sentirci sicuri per breve tempo ma poi in noi ricomincerà la ricerca di sicurezza. Io stessa ho sperimentato questo meccanismo quando lavoravo come dipendente o quando ho iniziato a fare le mammografie per il controllo del tumore al seno. Superati i 40 anni lo screening prevede di effettuare la mammografia una volta l’anno. Così avevo iniziato ad andare a fare i controlli e tutte le volte che si avvicinava la data dell’appuntamento in me iniziava a salire l’ansia. Andrà tutto bene? Supererò il test?  Pensieri negativi, immagini di ospedali e malattie, emozioni di paura. Un bel concentrato di terrore e impotenza. Poi effettuato il controllo la paura scemava e io mi rilassavo. Peccato però che poi ritornava e se non supero il prossimo esame? Forse dovrei farlo prima per essere più sicura. E quindi l’anno successivo cercavo di farlo prima. E poi sempre prima. Si innesca così un circolo vizioso basato sulla paura da cui si rischia di non uscire più. Più cerchiamo la sicurezza esteriore e più ci sfugge. Più affidiamo a qualcosa di esterno a noi la nostra sicurezza più diventiamo vulnerabili ed impotenti. Tutto il sistema è costruito così per farci sentire insicuri ed indifesi. Quando inizi ad ascoltare il tuo Se autentico cominci a sentirti sicuro di te e questo vale in tutti gli ambiti. Denaro, salute, lavoro, ecc… ecc Cerchi meno conferme e lentamente inizi a percepire i tuoi segnali interiori e a seguire la Tua rotta. Sei più in contatto con te stesso e quindi anche con il tuo corpo. Molli la presa, sul controllo, sul bisogno di certezze, sul bisogno di aver ragione, sul bisogno di conferme e sulla ricerca di risultati. Il nostro vero ed unico bisogno è di arrivare in contatto con il nostro Se’ autentico. La Verità è che siamo di passaggio su questo meraviglioso pianeta e niente è per sempre ed in fondo tutti sappiamo che è così.  “E chi di voi, per quanto si dia da fare può aggiungere un’ora sola alla sua Vita?” Mt 6, 27 Invece di inseguire l’illusione della sicurezza, che non può arrivare mai, è molto meglio accettare la Verità, meglio mollare la presa ed iniziare a goderci il viaggio della nostra Vita, giorno dopo giorno, momento per momento, senza più stress da risultati, senza ansie e senza più bisogno di conferme. Sapendo che non siamo eterni daremo molto più valore alle nostre giornate, alle persone che amiamo, alle piccole cose. Non saremo proiettati sul futuro ma ci concentreremo su di noi e su ciò che amiamo fare. Ci rilasseremo e forse troveremo la pace che stiamo cercando. La Vita è un viaggio meraviglioso in cui immergerci con tutti noi stessi. Valeria Leopardi Telegram: https://t.me/laruotadelcriceto LASCIA UN COMMENTO Annulla risposta Connesso come VALERIA. Modifica il tuo profilo. Uscire? I campi obbligatori sono contrassegnati * Message* Avvertimi via email alla pubblicazione di un nuovo articolo. Δ Precedente AUTORE: Valeria Leopardi Per molti anni ho lavorato nel settore della Finanza, Amministrazione e Controllo di Gestione in societa’ industriali e di servizio nel ruolo di Responsabile Amministrativo. Ho collaborato con Fondi d’investimento operanti nel settore delle energie rinnovabili, web marketing e agroindustriali.   Da anni seguo percorsi di crescita personale e credo che integrare la propria crescita personale con la crescita imprenditoriale sia l’inizio del vero cammino verso il successo CONDIVIDI L’ARTICOLO SU :

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IL BISOGNO DI PIACERE

IL BISOGNO DI PIACERE – Un edulcorante artificiale – Ho sempre cercato approvazione. Per me è sempre stato così e nella ruota del criceto è così per tutti. Fintanto che non ho iniziato ad ascoltare i miei veri bisogni c’è sempre stata una parte di me che ha ricercato l’attenzione dagli altri e che soffriva quando non la riceveva. E questo anche nel lavoro. Ci sono tanti modi per richiamare l’attenzione ed io credo di conoscerli quasi tutti. Ecco una breve lista: quando sorrido senza motivo, quando racconto qualche episodio incredibile della mia Vita, quando tendo ad esagerare, quando mi vanto dei miei successi personali, quando voglio apparire speciale, quando mostro di sapere cose che gli altri non sanno.  Per esempio hai saputo cosa è successo Francesca??? Parlare degli altri è un ottimo modo per attirare attenzione su di sé,  perché tu sai qualcosa che gli altri non sanno e questo attira la loro attenzione e tu ti senti, per un breve momento, speciale… E così via in una lista che potrebbe continuare a lungo. Il bisogno di approvazione può essere celato o più evidente, ma è comunque presente. È come un anestetizzante che si prende per evitare di provare il dolore che deriva dalla mancanza di valore personale. Un edulcorante artificiale che ti allontana da te stesso e dall’amore per te stesso. Il valore di sé è un tema profondo che determina le nostre scelte ed i nostri comportamenti. Ricordo bene in ufficio, quando parlavo e scherzavo con un mio collega molto simpatico e come lui diventasse incredibilmente serio per rispondere alle email che gli arrivavano (anche io facevo lo stesso). Percepivo la tensione sul suo viso e nel suo sguardo. Gli domandavo: “Che cosa ti hanno scritto? Che è successo?” Per poi scoprire che il contenuto delle email non era così importante, ma per lui sì lo era. Per lui era veramente serio. Nella ruota del criceto è tutto importante, è tutto urgente e tutto è grave. Ho iniziato a percepire che c’era qualcosa che non andava. Non lavoravamo in cardiochirurgia e questo senso di urgenza e gravità era fittizio, ma contribuiva tremendamente a darci il nostro senso di importanza personale. E’ questa  una grande illusione della ruota del criceto. Tutto questo ha contribuito a farmi credere che il lavoro che svolgevo fosse tremendamente importante e di conseguenza  anche io lo ero. Il mio ruolo professionale si era fuso con la mia identità. Il mio lavoro era chi io fossi e non cosa facessi. Nella nostra società questa distinzione non esiste quasi più e quindi quando ho mollato il lavoro ho perso tutto il mio valore.   Se erroneamente senti che il tuo lavoro ti dà il tuo valore come persona, ci rimani aggrappato a tutti i costi, pur di non dover affrontare la perdita di importanza personale… La Vita che’ una Maestra sa che tutto questo è un’illusione e prima o poi inizia a portarti via le cose a cui ti aggrappi…tra cui il lavoro. Ed in questo periodo credo stia accadendo a molte persone.  Allora quel vuoto da cui tutti fuggiamo ricompare all’orizzonte e  abbiamo solo due strade che possiamo percorrere, tornare indietro e cercare un altro lavoro (che ci schiavizzi nuovamente) o avere il coraggio e attraversare il vuoto da cui fuggiamo da sempre. Vedi il mio precedente post  E SE PERDO IL LAVORO Più agganci il tuo valore al lavoro e più ne diventi schiavo. Funziona esattamente come una droga, non ne puoi fare a meno perché altrimenti stai male. Il lavoro così diventa una schiavitù, ti fa male ma non ne puoi fare a meno. In inglese c’è la parola workaholic che descrive questo meccanismo. In italiano suona come stacanovista o maniaco del lavoro.  Diffidate di coloro che dicono di essere sempre impegnati. Vogliono esserlo (inconsciamente), perché non riescono più a fermarsi. E così si lavora sempre e si corre sempre. Non importa che lavoro faccio, l’importante e’ lavorare e correre. Dimostrare a sé stessi di essere importanti. Una promozione, un corso, un riconoscimento, un problema risolto. Qualcosa per essere apprezzati. Sto scoprendo che la spinta alla ricerca di approvazione si allenta dentro di me  quando ho il coraggio di vedermi veramente per ciò che sono, quando mi accetto anche nella sconfitta e negli errori. Quando mi perdono. Quando smetto di giudicarmi. Solo così posso essere libera e non mi interessa più dimostrare niente a nessuno. Con affetto Valeria Precedente AUTORE: Valeria Leopardi Per molti anni ho lavorato nel settore della Finanza, Amministrazione e Controllo di Gestione in societa’ industriali e di servizio nel ruolo di Responsabile Amministrativo. Ho collaborato con Fondi d’investimento operanti nel settore delle energie rinnovabili, web marketing e agroindustriali.   Da anni seguo percorsi di crescita personale e credo che integrare la propria crescita personale con la crescita imprenditoriale sia l’inizio del vero cammino verso il successo CONDIVIDI L’ARTICOLO SU :

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