Crescita personale

LA VINBRULEISTA

LA VINBRULEISTA – La mia storia con Adonella – La scorsa domenica ad Artena i vicoli si sono riempiti di persone, famigliole con bambini, gruppi di amici, persone anziane tutti in giro su e giù per il Borgo. E tra uno scalino e l’altro spesso si fermavano davanti la nostro Bar per bere del buon vin brulè caldo. L’angolo del vin brulè è stato affollatissimo ed è bastata una piccola insegna luminosa con scritto ‘BAR’ per creare una Magia. L’angolino dove c’era il nostro banchetto per qualche ora e’ diventato il Bar centrale del Paese. Tra padelle e mestoli ed il via vai del Mercatino ammetto che iniziavo ad essere stanca. Il flusso di persone non accennava a diminuire ed improvvisamente è arrivata la mia amica Adonella. Sono stata felicissima di vederla e dopo un abbraccio ed un saluto ho ricominciato a versare il vin brulè. Lei mi ha subito chiesto vedendomi in difficoltà: “Vale vuoi una mano?” ed io in tutta risposta nonostante la stanchezza: “No No non preoccuparti!” Adonella mi è rimasta vicino ed io ho lentamente cominciato a rilassarmi fino a che ho capito che dovevo mollare la presa e farle spazio. Allora le ho ceduto il mestolino (il mio scettro) con il banchetto (il mio trono). Ah la sindrome del controllo! In momenti di tensione e di sovraccarico tendo a volere fare tutto da sola, mi irrigidisco e voglio che tutto sia perfetto (vedi il mio precedente post l’ANSIA ) Neanche me ne rendo conto, ma la tensione diventa anche fisica e il collo con il viso sono le parti più tese. Ieri, nel pieno del marasma,  con tantissime persone e l’ansia  altissima ad un certo punto ho mollato. I miei amici Sacha e Tiziana mi dicono spesso ‘ Vale delega, delega’ io non capisco perché. Mi sembra di farlo ma in realtà anche in questo caso la questione è del tutto interiore. E’ una questione di fiducia negli altri e soprattutto nella Vita. Ieri mi sono lasciata andare al flusso, mi sono fidata di Adonella e non ho più cercato il risultato. È stato veramente liberatorio! Adonella si è divertita parecchio ed ha avviato una stupenda carriera da vinbruleista, il vin brulè è finito rapidamente, tutti erano contenti ed io ho trovato una nuova amica. Forse anche merito della Magia del Natale! Con affetto Valeria Precedente AUTORE: Valeria Leopardi Per molti anni ho lavorato nel settore della Finanza, Amministrazione e Controllo di Gestione in societa’ industriali e di servizio nel ruolo di Responsabile Amministrativo. Ho collaborato con Fondi d’investimento operanti nel settore delle energie rinnovabili, web marketing e agroindustriali. Da anni seguo percorsi di crescita personale e credo che integrare la propria crescita personale con la crescita imprenditoriale sia l’inizio del vero cammino verso il successo CONDIVIDI L’ARTICOLO SU :  

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IL MERCATO

IL MERCATO – Perche’ lo amo – Da piccola spesso giocavo a fare il mercatino. Con i miei amici vendevo verdura fresca fatta di erbe raccolte nel prato e frutta che era fatta di semi colorati raccolti dalle piante. Offrire i propri prodotti, mostrarli al meglio, enfatizzarne le proprietà e farli degustare da’ una soddisfazione incredibile. L’ apprezzamento che poi arriva dopo un lungo e duro lavoro che ha portato alla luce cio’ che realizziamo crea una gioia interiore che non ha prezzo. Tutto questo processo ha molto più a che fare del solo scambio di denaro, crea relazioni autentiche tra l’artigiano ed il cliente. Ci si conosce, si conoscono i propri gusti e le proprie preferenze e si diventa in qualche modo intimi. Durante il mercato di Artena lo scorso Settembre e’ stato meraviglioso vedere Maria fare l’uncinetto seduta in Piazza, totalmente rilassata e a suo agio come se fosse stata vicino al camino di casa sua e nel frattempo vedere le persone avvicinarsi a lei e osservarla. Maria non aveva bisogno di vendere il suo prodotto perché in quel momento creativo e di pace lei realizzava anche se stessa e non doveva convincerne nessuno. Il mercato avvicina anche gli stessi artigiani che non si fanno concorrenza ma si capiscono e si sostengono, conoscendo ognuno le difficoltà dell’altro, senza neanche parlarsi. Al mercato gli espositori sono tutti amici, anche solo per un giorno, perché si crea quella strana alchimia di chi condivide le stesse sorti e la stessa fortuna. Non c’è competizione, non c’è il migliore, nessuno vuole vincere su qualcun altro, non c’è invidia. Anzi, c’è un sano rispetto nel vedere i lavori dell’altro, sapendo la strada che l’altro ha percorso per arrivare ad esporli al mercato. Ecco per me il mercato è tutto questo, una dimensione umana che ormai sopravvive con grande difficoltà e che va difesa, sostenuta e sviluppata. Dietro al mercato ci sono persone, con storie uniche, che stanno resistendo, con molta fatica, ad un globalismo anonimo e freddo, che ci isola e in cui tutto e’ funzione del denaro e aridisce anche noi clienti. Il mercato e’ la poesia di un tempo, di un’umanità che si sta spegnendo e che ancora produce qualche rima. Sosteniamolo insieme. Con affetto Valeria Precedente AUTORE: Valeria Leopardi Per molti anni ho lavorato nel settore della Finanza, Amministrazione e Controllo di Gestione in societa’ industriali e di servizio nel ruolo di Responsabile Amministrativo. Ho collaborato con Fondi d’investimento operanti nel settore delle energie rinnovabili, web marketing e agroindustriali. Da anni seguo percorsi di crescita personale e credo che integrare la propria crescita personale con la crescita imprenditoriale sia l’inizio del vero cammino verso il successo CONDIVIDI L’ARTICOLO SU :  

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L’ANSIA

L’ANSIA – Il mio viaggio tra lavoro e autenticita’ – Ammetto che da sempre nel lavoro soffro di ansia. L’ansia mi fa fare le cose velocemente e di fretta, e osservandomi, spesso quando lavoro sono preoccupata… Soprattutto in periodi come questi in cui ho un sovraccarico di lavoro perche’ stiamo organizzando il mercatino di Natale ad Artena, sviluppando al meglio il nostro marketplace, migliorando la promozione dei tuoi annunci, l’ansia torna a trovarmi… Ho cercato di capire a cosa fosse collegata questa ansia e dopo averci riflettuto un bel po’ ho capito che l’ansia ha due filoni principali: la PRESTAZIONE e il RISULTATO. L’ansia da prestazione mi spinge ad apparire all’esterno come una professionista, una persona competente ed equilibrata. Questa immagine di me arriva da lontano, dalla storia della mia vita professionale ma anche familiare e dentro di me sento una spinta a rimanere conforme ai miei metri di giudizio interiore. Sono stata educata a fare sempre del mio meglio, eppure il mio meglio non era mai abbastanza. Percepisco la tensione interna a volere far sempre bene, ad essere performante ad apparire professionalmente valida, al perfezionismo. L’ansia da risultato mi proietta invece sempre verso l’obiettivo, al domani e fantasticando su scenari futuri mi fa dimenticare il gusto del lavoro nel momento presente. In fondo queste ansie provengono dal profondo bisogno di riconoscimento, di essere apprezzati e ammirati per ciò che facciamo. Ognuno di noi prima o poi le sperimenta e si confronta con il proprio giudizio interiore e l’immagine di sé che vuole dare al mondo. Sono due compagne di viaggio con cui convivo da molti anni. Ho imparato a riconoscerle anche nelle tensioni del mio corpo, nel mio tono di voce, nelle mie espressioni facciali. Quando le provo tendo a chiudermi in me stessa e a isolarmi. Chiedere un supporto in quei momenti diventa veramente difficile. E’ per questo che oggi decido di condividere con te ciò che provo, perché anche io sono in cammino e questa Community che sta crescendo può essere autentica e umana in primis se lo sono io. Ti mando un abbraccio grande Valeria Precedente AUTORE: Valeria Leopardi Per molti anni ho lavorato nel settore della Finanza, Amministrazione e Controllo di Gestione in societa’ industriali e di servizio nel ruolo di Responsabile Amministrativo. Ho collaborato con Fondi d’investimento operanti nel settore delle energie rinnovabili, web marketing e agroindustriali. Da anni seguo percorsi di crescita personale e credo che integrare la propria crescita personale con la crescita imprenditoriale sia l’inizio del vero cammino verso il successo CONDIVIDI L’ARTICOLO SU :  

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UN FERRAGOSTO SPECIALE – LA FORZA DI LUCA

UN FERRAGOSTO SPECIALE – La Forza di LUCA – Il giorno di Ferragosto dopo essere stata ad Artena ho deciso di prendermi del tempo per me e sono andata alla mia gelateria preferita in zona Roma Tuscolana. La città era vuota, un deserto, il caldo era insopportabile e c’era un grande afa. Non si incontrava nessuno e sono stata fortunata a trovare la gelateria aperta. Mi sono seduta a mangiare il mio gelato che stava squagliandosi velocemente e tutt’ad un tratto scorgo il mio amico Luca che passava rapidamente con la sua carrozzina. Non lo vedevo da più di 20 anni e rincontrarlo è stata una grande gioia, per entrambi. Luca soffre di gravi problemi fisici, una sorta di rachitismo alle mani che gli blocca quasi completamente i polsi e le articolazioni delle braccia, le gambe sono paralizzate ed ha il catetere che spesso gli provoca delle infezioni. Soffre anche di calcoli renali. E’ così da sempre e da sempre Luca sorride. Aveva attraversato da solo il Parco degli Acquedotti, per arrivare dal quartiere Statuario al quartiere Roma Tuscolana dove appunto l’ho incontrato. Sono circa 5km che fatti al sole, con quel caldo in carrozzina avrebbero scoraggiato chiunque. Ma non Luca. Mentre chiacchieravamo allegramente, sorridendo mi ha detto: ‘Sai che c’è Vale? VOLERE E’ POTERE. Le mie amiche in carrozzina si lamentano sempre io invece se voglio uscire esco’ Luca è la conferma vivente di come il nostro atteggiamento interiore sia la chiave del nostro successo nella Vita, di come la affrontiamo giorno dopo giorno, scelta dopo scelta. Questo vale in tutte le situazioni e include anche la nostra attività ed il nostro lavoro. La nostra situazione lavorativa parla di noi e dei nostri blocchi consci ed inconsci. Se non progrediamo come desideriamo o se non riusciamo a cambiare le circostanze in cui ci troviamo l’unica cosa che possiamo fare è iniziare ad osservarci e vedere come reagiamo di fronte alle sfide. Il successo nel lavoro segue un percorso interiore piuttosto preciso e se ci riflettiamo, per ogni svolta noi abbiamo avuto la forza di fare una piccola o grande scelta coraggiosa. Ogni volta che superiamo un blocco, un timore, una paura e agiamo ci espandiamo nella Vita come si come nella nostra attività. Di fatto abbiamo sempre una scelta, per quanto ciò possa essere indigesto al nostro ego: accettare la nostra situazione ed andare avanti per crescere e migliorare oppure rimanere bloccati, lamentarci e stagnare. Ecco Luca ne è la conferma. L’Economia del Cuore è fatta da piccoli imprenditori, titolari di P.IVA, che di fronte alle oggettive e innegabili difficoltà di questo tempo scelgono di agire anziché’ lamentarsi. Nel percorso CRESCITA PERSONALE e SUCCESSO, in partenza in autunno, approfondiremo questi temi per diventare imprenditori del cuore, gli unici che possono apportare un cambio reale e concreto nell’Economia. VALERIA LEOPARDI Precedente AUTORE: Valeria Leopardi Per molti anni ho lavorato nel settore della Finanza, Amministrazione e Controllo di Gestione in societa’ industriali e di servizio nel ruolo di Responsabile Amministrativo. Ho collaborato con Fondi d’investimento operanti nel settore delle energie rinnovabili, web marketing e agroindustriali. Da anni seguo percorsi di crescita personale e credo che integrare la propria crescita personale con la crescita imprenditoriale sia l’inizio del vero cammino verso il successo CONDIVIDI L’ARTICOLO SU :  

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ESSERE PRONTI SENZA CERTIFICATO

ESSERE PRONTI SENZA CERTIFICATO – La storia di Patrizia- Qualche giorno fa la mia amica e cliente Patrizia mi ha raccontato di voler organizzare delle camminate nei boschi per mettere in contatto sé stessa e gli altri con lo spirito degli alberi. È una persona molto scrupolosa ma pur avendo cercato ovunque non aveva trovato nessun ente che rilasciasse il certificato adatto al suo scopo. Questo la stava bloccando e stava abbandonando, con tristezza e sconforto, la sua bellissima idea. Così le ho inviato io un certificato, con tanto di data, firma e timbro, che lo rendesse ufficiale e confermasse che era pronta. Ricordate in Matrix, quando Neo incontra l’oracolo per sapere se fosse lui l’Eletto ed era dubbioso di sé stesso? L’oracolo gli dice: “Mi spiace ragazzo, tu sei dotato, ma e’ come se stessi aspettando qualcosa…nella prossima vita forse…” Aspettiamo sempre che accada qualcosa, che sia qualcun altro a dirci che siamo pronti, che siamo in grado, che siamo all’altezza, che abbiamo valore. Siamo così dubbiosi di noi stessi che forse, neanche se si squarciasse il cielo e arrivasse direttamente la voce di Dio a darci conferma delle nostre capacità, ci crederemmo! Siamo cresciuti, certificato dopo certificato, diploma dopo diploma, promozione dopo promozione, e così, senza accorgercene, abbiamo delegato all’esterno tutta la considerazione di noi stessi e del nostro valore. Abbiamo perso il nostro potere personale. È successo anche a me. Quando ho deciso di lasciare il mondo della finanza e intraprendere la nuova strada di Business coach per sostenere con il cuore le persone mi sono sentita tremendamente insicura. Avevo acquisito in anni di lavoro tutte le competenze necessarie e il mio cuore mi diceva che era la strada giusta, ma ero bloccata …. non mi sentivo all’altezza e non avevo nessuno a confermami che fossi pronta. Non avevo nessun certificato di ‘Business Coaching dell’Economia del Cuore’. La formazione serve ed è assolutamente necessaria, ma, quando stiamo aprendo una nuova via, la nostra via, possiamo contare solo sui noi stessi, sulle nostre capacità e sui segnali del nostro Maestro Interiore. Nessuno potrà dirci quale è veramente la nostra strada e non arriverà forse mai il momento in cui ci sentiremo pronti. Sarà un cammino nella totale incertezza in cui potremo acquisire sicurezza solo passo dopo passo, procedendo con costanza nell’azione quotidiana. Ognuno di noi ha un sogno unico, una fiamma nel cuore ed un messaggio da donare al mondo ed il certificato è un modo per omologarci, un altro modo per spegnere il nostro fuoco interiore e farci fare dei percorsi su binari già prestabiliti. Proprio perché la strada è nuova ed unica, il percorso sarà il viaggio, non ci sarà più una meta, cadute e rialzate saranno i nostri compagni di viaggio. Solo se avremo il coraggio di proseguire troveremo la nostra strada che ha un Cuore, l’unica che, come disse Don Juan a Castaneda, vale la pena percorrere. VALERIA LEOPARDI Precedente AUTORE: Valeria Leopardi Per molti anni ho lavorato nel settore della Finanza, Amministrazione e Controllo di Gestione in societa’ industriali e di servizio nel ruolo di Responsabile Amministrativo. Ho collaborato con Fondi d’investimento operanti nel settore delle energie rinnovabili, web marketing e agroindustriali. Da anni seguo percorsi di crescita personale e credo che integrare la propria crescita personale con la crescita imprenditoriale sia l’inizio del vero cammino verso il successo CONDIVIDI L’ARTICOLO SU :  

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LIBERTÀ E LAVORO

LIBERTA’ NEL LAVORO – IL VUOTO DEL FARE – La mia amica Iwona dopo aver passato un periodo difficile, ha deciso di interrompere la sua relazione sentimentale, di lasciare la sua casa in affitto e di andare a vivere in camper insieme a sua figlia. Iwona vive a Cipro e ha pensato che vivendo in camper vicino la spiaggia o sotto una bella pineta avrebbe finalmente trovato la leggerezza e la libertà che cercava. L’ho rincontrata qualche settimana fa e mi ha confidato che  nonostante la sua scelta non aveva ancora trovato ciò che stava cercando. Mi ha detto: ora sono finalmente libera di andare dove voglio, sì ma per fare cosa? E per andare dove ? Quando lasciamo un percorso tracciato da tempo, come ad esempio un lavoro che svogliamo da anni, non possiamo pensare di ripartire subito su un nuovo percorso.  All’inizio ci sentiamo smarriti, isolati e confusi. Abbiamo fatto sempre così, abbiamo le nostre abitudini, la nostra routine e ora che possiamo fare? La nuova strada non compare all’orizzonte. Ci sentiamo disorientati e frustrati. Ci attende una grande prova. Arriva un guardiano della soglia molto molto temuto: Il vuoto del fare. Solo al pensare di non fare nulla a me saliva una grande angoscia. Per chi vive in una grande città, sa che il corri corri è continuo e che chi non fa parte di questo flusso frenetico e’ emarginato,  escluso, additato quasi come se fosse affetto da qualche strana malattia contagiosa.  Personalmente dopo aver deciso di lasciare il mio lavoro per molto tempo ho avuto difficoltà a dire: non lavoro. La verità era che mi vergognavo e mentre tutti avevano qualcosa da fare (tra l’altro sempre urgente) io no, non avevo urgenze e non avevo più fretta. Non è stato facile attraversare il vuoto del fare, ma ero decisa a non tornare indietro. Soprattutto per questo molti accettano di proseguire in lavoro ripetitivi, noiosi e in alcuni casi svilenti. Ma quando decidiamo che non ne possiamo più del nostro lavoro o la Vita ci porta a perderlo è necessario fermarsi. Abbiamo bisogno di tempo per lasciare andare il passato, capire cosa non vogliamo più e gentilmente accoglierci nella nostra decisione che potrebbe apparire all’esterno una sconfitta. Questo vuoto è molto potente perché diventa uno spazio interiore di riflessione e profondo ascolto di sé.  Il problema nasce dal fatto che non sappiamo come affrontarlo e se non lo abbiamo mai attraversato, rimarremo disorientati perché da quello spazio emergeranno le voci delle nostre parti ferite, i nostri malesseri nascosti e i nostri dolori sepolti. Insomma i nostri demoni interiori. La frenesia è un ottimo anestetizzante. Di fronte a tutto questo molti avranno la tentazione di scappare e di tornare ad un lavoro simile al precedente senza risolvere granché,  se non temporaneamente. Dopo poco le nostri parti nascoste riemergeranno con le loro ferite, le loro richieste e riemergerà il nostro malessere. Chi invece attraversa questo viaggio è un eroe, perché ci vuole molto coraggio a guardare ed ascoltare cosa emerge da dentro di sé.  Ma chi avrà la tenacia di proseguire, con tenerezza e amorevolezza verso sé stesso  potrà finalmente capire cosa chiede la sua Anima e qual è il suo messaggio unico da donare al Mondo. Troverà allora la vera la libertà perché avrà potere di scelta. Potrà scegliere di seguire le indicazioni interiori della propria anima, che prima non poteva conoscere, ed integrarle nel proprio lavoro e nella propria vita. Questa è la vera libertà ed in questo periodo storico la Vita ci sta spingendo a fare questo passo evolutivo. VALERIA LEOPARDI Precedente AUTORE: Valeria Leopardi Per molti anni ho lavorato nel settore della Finanza, Amministrazione e Controllo di Gestione in societa’ industriali e di servizio nel ruolo di Responsabile Amministrativo. Ho collaborato con Fondi d’investimento operanti nel settore delle energie rinnovabili, web marketing e agroindustriali. Da anni seguo percorsi di crescita personale e credo che integrare la propria crescita personale con la crescita imprenditoriale sia l’inizio del vero cammino verso il successo CONDIVIDI L’ARTICOLO SU :  

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LA NOIA E L’APATIA

LA NOIA E L’APATIA – La mancanza di scopo – Ieri sono stata alla Sapienza Facolta’ di Economia per una dimostrazione concreta di ragioneria applicata alle aziende. La materia non e’ delle piu’ semplici ma pensavo che mostrare ai ragazzi cosa accade veramente negli studi professionali potesse essere d’interesse. Ero in Aula Magna, con circa duecento ragazzi del primo anno. I primi posti davanti quasi tutti vuoti.Il brusio di fondo e’ stato continuo. C’erano alcuni ragazzi attenti, molti distratti dai propri telefoni cellulari, alcuni con il loro portatile e altri che semplicemente non ascoltavano. La situazione era piuttosto ‘ scoraggiante’ ma ho proseguito, cercando di comunicare come sia difficile oggi per le aziende trovare persone che si appassionino al lavoro, che abbiano un senso di responsabilità e dedizione. Un senso di noia e apatia diffusa si percepiva nell’aria. Nessuno piu’ e’ responsabile di nulla e sembra che niente sia piu cosi’ importante. I professori appassionati del loro lavoro continuano come eroi a cercare di catturare l’interesse dei ragazzi. Il tasso di abbandono degli studi, soprattutto in Italia e’ molto alto ed in continuo aumento.Perche’ i ragazzi sono cosi’ disinteressati? Per quelli che decidono di iscriversi all’Universita’, studiare e prendere la Laurea ha ancora valore? Quello che forse manca oggi e’ far capire ad i ragazzi quanto sia importante il loro impegno ed il loro contributo. I ragazzi studiano, concentrati sulla loro performance, sul risultato del loro esame. Si crea un ambiente competitivo perché’ essendoci poca domanda di lavoro e pensano che solo i primi saranno collocati in qualche azienda. Quello che i ragazzi non sanno e’ che le aziende, gli esercenti ed i professionisti aspettano e cercano ragazzi  ‘appassionati’ del proprio lavoro. Ragazzi che si dedichino al lavoro con passione, percependo  la loro importanza nel contribuire alla crescita dell’azienda, al raggiungimento di un risultato e questo indipendentemente dal ruolo, dal compenso o dal riconoscimento. E i ragazzi non aspettano altro di essere riconosciuti nel loro valore, nell’importanza del contributo che possono dare. La Vita di ognuno  noi ha uno scopo e puoi realizzarlo nel lavoro. Il lavoro diventa un campo d’azione per portare avanti la tua Missione e puoi farlo solo se ci credi. VALERIA LEOPARDI 20/03/2024 Precedente AUTORE: Valeria Leopardi Per molti anni ho lavorato nel settore della Finanza, Amministrazione e Controllo di Gestione in societa’ industriali e di servizio nel ruolo di Responsabile Amministrativo. Ho collaborato con Fondi d’investimento operanti nel settore delle energie rinnovabili, web marketing e agroindustriali. Da anni seguo percorsi di crescita personale e credo che integrare la propria crescita personale con la crescita imprenditoriale sia l’inizio del vero cammino verso il successo CONDIVIDI L’ARTICOLO SU :  

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IL SUCCESSO E’ UN PERCORSO INTERIORE

IL SUCCESSO E’ UN PERCORSO INTERIORE – Wayne Dyer – Ho riflettuto per anni su questa citazione di uno dei miei mentori principali, Dr. Wayne Dyer, senza mai riuscire a capirne veramente il significato profondo. Il successo, soprattutto in ambito professionale e lavorativo, per me significava qualcosa di totalmente esterno a me, come la posizione, lo stipendio, il ruolo professionale. Soprattutto implicava vincere ad ogni costo e riuscire ad essere la migliore. Solo quando ho lasciato il lavoro e tutto cio’ che ad esso e’ collegato, ho iniziato a cogliere qualche barlume di questa frase cosi’ profonda e tremendamente vera. Tanto profonda che richiede una Vita intera per incarnarla. Improvvisamente non sapevo piu’ che fare, non c’era piu’ la routine quotidiana, le relazioni professionali, ne’ i compensi. Lentamente ho lasciato tutto e sono rimasta sola con me stessa a dover affrontare ciò che temo di più: IL VUOTO. La Vita mi ha spinto ad affrontare la prova  più grande (almeno per me). Quando ti trovi faccia a faccia con Il VUOTO, soprattutto il VUOTO del fare, quando il corri corri quotidiano scompare, emerge dal tuo interno tutto ciò che avevi inconsciamente o consciamente sepolto. Perdersi nel fare e’ un’ottima strategia di fuga da se stessi. Ecco che arrivano le paure più grandi, la paura di non valere, la paura della solitudine, la paura della povertà e del fallimento. Veramente ora capisco perché tutti corrono senza fermarsi mai. Di fronte al Vuoto e alla nostra realtà interiore che emerge abbiamo soltanto due possibilita’: fermarci e abbatterci, oppure coraggiosamente attraversarlo ed avanzare. Non c’è una terza strada. Da  imprenditrice ho continuato nel mio cammino come ho sempre fatto, agendo. Gli imprenditori, grandi o piccoli che siano sono tutti uomini d’azione. E tutti,  ma proprio tutti, agiscono nell’incertezza. Sebbene la Fuga mi sia  sembrata la soluzione più facile e comoda ho deciso di proseguire il cammino. La Vita mi sta insegnando che non e’ vero che ci sia un traguardo da raggiungere. Questa e’ un’illusione che ti tiene in trappola. Non c’e’ una meta. Non c’e’ un risultato da raggiungere in futuro ma solo un cammino da percorrere, passo dopo passo, dando il meglio di se stessi. Questo e’ il vero successo: quando non pensiamo piu’ al futuro,  non corriamo piu’ verso il risultato ma ci rilassiamo e continuiamo ad avanzare coraggiosamente e inesorabilmente. Lentamente  accettiamo l’incertezza e sviluppiamo la capacita’ di cogliere i messaggi che la Vita ci da’, dalle persone e le situazioni che viviamo nel nostro quotidiano. La routine non esiste piu’ e nell’incertezza sviluppo l’uso creativo della mente, mi apro a nuove soluzioni, nuovi contatti e nuove mosse audaci che mai in passato avrei fatto. Non so esattamente dove sto andando ma sicuramente proseguirò nel mio percorso, perché attraversando questo Vuoto, che a volte ritorna, mi sto rafforzando. Il Coraggio, l’Autenticità e la Fermezza interiore sono venute a bussare alla porta del mio Cuore quando io mi sono arresa all’incertezza. Inizio a capire che il mio successo è esercitare queste qualità, il resto sarà una conseguenza. VALERIA LEOPARDI PrecedenteSuccessivo AUTORE: Valeria Leopardi Per molti anni ho lavorato nel settore della Finanza, Amministrazione e Controllo di Gestione in societa’ industriali e di servizio nel ruolo di Responsabile Amministrativo. Ho collaborato con Fondi d’investimento operanti nel settore delle energie rinnovabili, web marketing e agroindustriali. Da anni seguo percorsi di crescita personale e credo che integrare la propria crescita personale con la crescita imprenditoriale sia l’inizio del vero cammino verso il successo CONDIVIDI L’ARTICOLO SU :  

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Il momento non è mai quello giusto

IL MOMENTO NON E’ MAI QUELLO GIUSTO -Dall’attesa all’azione – Uno degli ostacoli maggiori nel cammino verso il cambiamento del nostro lavoro e verso il nostro successo e’ attendere di essere pronti, di sapere cosa fare e quindi sentirci sicuri dei passi da intraprendere. Alcuni sperano di sentire una chiamata, una voce dal cielo che gli dica chiaramente qual e’ lo Scopo della loro Vita e magari che gli indichi anche il percorso per raggiungerlo. Se state attendendo questo momento per cambiare il vostro lavoro e avviare il vostro progetto di Vita, attendere ancora per molto tempo, perché con molta probabilità questo momento non arriverà mai. Il momento che attendete non sarà mai quello giusto, perché questa è una storiella che ci racconta il  nostro EGO (e anche i mass media e i romanzi) per frenare il nostro cambiamento e la nostra evoluzione nel business. La crescita nel business e’ un cammino molto incerto, forse anche piu’ incerto della crescita personale. Si perché non ci sono ‘Guru’ ad indicarci la nostra strada. Siamo soli con il nostro Cuore che ci sussurra “coraggio, andiamo” e la mente che invece accetterebbe tutto piuttosto che aprirsi all’incertezza. In molti casi e’ solo quando la Vita, la nostra grande Maestra, ci spinge con le spalle al muro che decidiamo di fare quel primo piccolo passo fuori dalla nostra zona di comfort. In questo periodo storico sento spesso parlare di speciazione. La razza umana si sta dividendo tra i ‘risvegliati’ e gli ‘addormentati’, tra i vax e i ‘no vax’, tra i gender fluid e alcuni che ancora sostengono la famiglia (come me). Personalmente ritengo che la speciazione avverrà anche nel lavoro. Ci saranno due razze distinte. Uomini che per bisogno di sicurezza affideranno la loro vita lavorativa a chi provvederà a loro e accetteranno, per questo, condizioni sempre peggiori. Questi uomini non vogliono avere problemi o sforzarsi più del necessario. Hanno ambizioni modeste e credono che non ci sia un’alternativa alla loro situazione economica e lavorativa. Si attaccano alla loro zona di comfort e la difendono con ogni mezzo, anche quando diventa molto ristretta. Sorgeranno invece altri uomini che spinti da una situazione lavorativa divenuta insostenibile, o magari da un licenziamento improvviso, affronteranno la difficile scelta che li porterà verso la libertà. Questi uomini non si volgeranno più indietro e non accetteranno più condizioni di lavoro indignitose. Assaporando la loro libertà e avanzeranno incerti vs l’ignoto. Dopo una prima fase iniziale in cui si sentiranno soli, troveranno altri loro simili e lentamente svilupperanno e accederanno all’uso creativo della Mente, capiranno qual e’ lo Scopo della loro Vita e lo realizzeranno. Precedente AUTORE: Valeria Leopardi Per molti anni ho lavorato nel settore della Finanza, Amministrazione e Controllo di Gestione in societa’ industriali e di servizio nel ruolo di Responsabile Amministrativo. Ho collaborato con Fondi d’investimento operanti nel settore delle energie rinnovabili, web marketing e agroindustriali.   Da anni seguo percorsi di crescita personale e credo che integrare la propria crescita personale con la crescita imprenditoriale sia l’inizio del vero cammino verso il successo CONDIVIDI L’ARTICOLO SU :

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L’ansia del risultato

L’ANSIA DEL RISULTATO – Il nostro maggiore fattore di stress – Vivere in maniera integra e piena il proprio lavoro vuol dire perseverare e fare del proprio meglio senza alcun bisogno di riconoscimento. Quando avanziamo incerti nel nostro percorso siamo presi da molti dubbi: sto facendo bene? Piacerà il mio prodotto? Troverò clienti per il mio servizio? Riuscirò’ a guadagnare? Queste domande nascondono il nostro maggiore oppositore: l’ansia del risultato. Questa ansia proviene dal nostro profondo bisogno di riconoscimento, di essere apprezzati e ammirati per cio’ che facciamo e, soprattutto nel lavoro, chi non vuole esserlo? Tutti vogliamo essere apprezzati, ma un conto e’ cercare l’approvazione e altra cosa e’ essere felici quando la riceviamo. Se smettiamo di cercare l’approvazione altrui saremo piu’ attivi. L’ansia del risultato ci blocca,  e a volte ci paralizziamo nel momento in cui non riceviamo l’approvazione che desideriamo. A quel punto nasce lo sconforto, le insicurezze e molti, moltissimi dubbi. Chi ha maggior successo nel lavoro e’ chi si e’ liberato dal bisogno di approvazione e procede nel suo percorso passo dopo passo senza piu’ cercare l’approvazione altrui. Bisogna avere molta fermezza e volonta’, ma soprattutto bisogna decidere dentro sé stessi  di non avere piu’ bisogno del riconoscimento altrui ed imboccare cosi’ la strada della nostra intraprendenza e della nostra liberta’. Lasciamo andare i risultati del nostro lavoro e concentriamo su come fare al meglio cio’ che dobbiamo fare. Se riusciamo a fare questa scelta interiore, molto probabilmente riusciremo ad essere piu’ creativi e concentrati, ad avere le idee piu’ chiare e a procedere in maniera piu’ determinata nonostante le inevitabili frenate e cadute nel cammino di sviluppo del nostro business. Lasciando andare il risultato e il bisogno di riconoscimento inevitabilmente collegato,  potremo finalmente goderci il viaggio, il nostro viaggio perche’ si’ finalmente saremo noi i protagonisti. Precedente AUTORE: Valeria Leopardi Per molti anni ho lavorato nel settore della Finanza, Amministrazione e Controllo di Gestione in societa’ industriali e di servizio nel ruolo di Responsabile Amministrativo. Ho collaborato con Fondi d’investimento operanti nel settore delle energie rinnovabili, web marketing e agroindustriali. Da anni seguo percorsi di crescita personale e credo che integrare la propria crescita personale con la crescita imprenditoriale sia l’inizio del vero cammino verso il successo CONDIVIDI L’ARTICOLO SU :  

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